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Palermo, contenzioso sui servizi aggiuntivi della polizia locale: chiesta la restituzione di 214mila euro, 70 vigili pronti al ricorso

Il sindacato annuncia tutela legale

04 Marzo 2026, 10:10

Palermo, contenzioso sui servizi aggiuntivi della polizia locale: chiesta la restituzione di 214mila euro, 70 vigili pronti al ricorso

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Era palpabile che non fosse finita, la battaglia sui servizi aggiuntivi per il progetto sicurezza finanziato dal governo nazionale relativi al 2024: servizi aggiuntivi, guai a chiamarli straordinari davanti ai vigili che li hanno svolti e al loro comandante, Angelo Colucciello. Per altre campane sarebbero straordinari pagati troppo, ma adesso la semantica esatta la deciderà con ogni probabilità il giudice amministrativo: pronti al ricorso oltre settanta caschi bianchi sui poco meno di duecento che a ore riceveranno le intimazioni individuali per la restituzione delle somme che secondo la tesi - accolta - della Ragioneria generale, avallata dalla Prefettura sono state indebitamente incassate. In totale, come calcolato dallo stesso comandante una ventina di giorni fa su invito del ragioniere generale Bohuslav Basile, 214mila euro.

Basile, nella circostanza, aveva tracciato la road map da seguire, indicando al comandante l’opportunità procedurale di mandare le comunicazioni con le messe in mora e le possibilità alternative del pagamento in unico versamento o in soluzioni rateali diverse a seconda degli importi dovuti. In particolare, le opzioni sono queste: «Fino a 500 euro - un massimo di 5 rate mensili; da 501 a duemila euro, massimo 12; oltre duemila, massimo 18».

Davvero questione di ore, se si bada alla raccomandazione di Basie a Colucciello di sigillare le buste e chiudere l’iter entro il 28 febbraio. Lo snodo era stato condito anche dalla presa di posizione del sindacato maggiormente rappresentativo in Comune, Csa Cisal, che aveva annunciato la «tutela legale dei lavoratori in ogni sede» e, in aggiunta, la «richiesta delle somme dovute per il 2025 nonché la programmazione del progetto relativo al 2026». Detto, fatto: ieri il sindacato, a firma del segretario generale Giuseppe Badagliacca e del gruppo Rsu al Comune, ha diramato una nota nella quale dà scheletro a questi annunci. In oggetto, la «formale diffida» al Comune dall’avenzare la pretesa inviando le messe in mora, nella nota il richiamo al fatto che «il personale - si legge - nel 2024 e 2025 ha garantito servizi essenziali per la cittadinanza assicurando presenza costante sul territorioo e spesso oltre l’orario di lavoro e in deroga ai riposi contrattuali».

Poi, la freccia contro la delibera di giunta dell’ultimo giorno dell’anno scorso che, «modificando la proposta dirigenziale originaria su osservazioni del ragioniere generale fatte proprie dal direttore generale e dalla giunta, ha consentito la ricontabilizzazione, prestandosi però a vizi di illegittimità» poiché «il dirigente proponente non ha formalmente riassunto né fatto propria la modifica».

Alla fine, il rilancio, con l’invocazione delle fresche norme del Decreto sicurezza, «richiamando l’attenzione sull’importante finanziamento ministeriale previsto dalla normativa sul potenziamento della Polizia locale». Il Decreto sicurezza, appunto, secondo Csa Cisal, «consente di accelerare il finanziamento anche mediante straordinario in deroga e assunzioni a tempo determinato, oltre a una più ampia flessibilità nell’utilizzo delle risorse ex articolo 208 del codice della strada (i proventi delle multe, ndr)».

I primi settanta vigili “ribelli” formalizzeranno domani le proprie decisioni sul ricorso, dopo il confronto con lo studio legale che li assiste.