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Operazione della Polizia

Usura a Messina, cinque misure cautelari: il prestito non era tanto «amichevole»

Arresti domiciliari per quattro indagati, obbligo di firma per un quinto. Tassi sino al 300%

04 Marzo 2026, 10:27

10:29

Usura a Messina, cinque misure cautelari: il prestito non era tanto «amichevole»

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Cinque persone sono state raggiunte da misure cautelari nell’ambito di un’indagine per usura condotta a Messina. Nella giornata odierna, su delega della Procura peloritana, gli agenti della Polizia di Stato hanno dato esecuzione a un’ordinanza emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Messina, al termine degli interrogatori preventivi svolti lo scorso 16 febbraio.

Il provvedimento dispone gli arresti domiciliari per quattro indagati, mentre per un quinto è stato applicato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

L’inchiesta si inserisce in un’articolata attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina e condotta dalla Squadra Mobile della Questura. Le indagini hanno consentito di delineare un quadro indiziario relativo a più episodi di usura nel territorio cittadino, emersi a seguito della denuncia della persona offesa. Quest’ultima avrebbe riferito di diversi rapporti di prestito a condizioni gravose, fornendo dettagli sui creditori, sulle somme ricevute e sugli importi già versati o ancora dovuti.

Tra gli indagati figura un cinquantunenne messinese che, secondo l’accusa, avrebbe approfittato dello stato di bisogno della vittima concedendo un prestito con un tasso annuo pari a circa il 300%, pretendendo interessi e ulteriori vantaggi fino alla completa restituzione della somma. Analoga contestazione riguarda un cinquantacinquenne, anch’egli originario di Messina: il rapporto, inizialmente presentato come un “prestito amichevole”, sarebbe stato ricondotto dagli investigatori a una condotta di natura usuraria.

Ulteriori episodi sono stati contestati a un quarantasettenne, un quarantaduenne e un trentenne, che avrebbero concesso somme di denaro alla stessa vittima pretendendo la restituzione di importi sensibilmente superiori rispetto al capitale prestato, applicando tassi ben oltre la soglia prevista dalla legge e ricorrendo, in alcuni casi, a minacce per ottenere i pagamenti.

Nel corso delle attività investigative, la Squadra Mobile ha inoltre arrestato in flagranza un altro soggetto, sorpreso mentre riceveva una somma di denaro ritenuta rata di un prestito usurario.