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palermo e provincia

Turni infiniti, sfruttamento dei dipendenti e ricatti in busta paga: arrestato un notaio a Valledolmo, l'accusa è anche di estorsione

La sentenza della Cassazione, l'uomo è ai domiciliari

04 Marzo 2026, 12:57

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Turni infiniti, sfruttamento dei dipendenti e ricatti in busta paga: arrestato un notaio a Valledolmo, l'accusa è anche di estorsione

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La parola della Cassazione mette il punto definitivo su una vicenda di sfruttamento lavorativo ed estorsione nel palermitano. I Carabinieri della stazione di Valledolmo hanno eseguito l’arresto di un notaio, ora ai domiciliari, dopo che la Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dall'uomo contro la condanna.

Le indagini, condotte tra il 2018 e il 2019 dai militari di Lercara Friddi e Valledolmo insieme al Nucleo Ispettorato del Lavoro di Palermo, hanno svelato un sistema di gestione del personale basato sul ricatto e sulla privazione dei diritti più elementari. Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Termini Imerese, l’uomo impiegava numerosi lavoratori approfittando del loro stato di bisogno, imponendo ritmi serrati e turni estenuanti di 12-13 ore giornaliere.

Il meccanismo della frode era tanto semplice quanto brutale: mentre in busta paga figurava un compenso regolare di 65 euro, la retribuzione reale che finiva nelle tasche dei dipendenti era di soli 25 euro al giorno, senza alcuna maggiorazione per il lavoro straordinario, notturno o festivo.

L'accusa di estorsione riguarda invece due episodi specifici documentati dagli investigatori. In quelle occasioni, l’imputato avrebbe costretto uno dei dipendenti a restituire gran parte degli stipendi percepiti tra dicembre 2018 e gennaio 2019. La minaccia costante era sempre la stessa: il licenziamento immediato in caso di rifiuto. Con la sentenza definitiva, la misura restrittiva degli arresti domiciliari è diventata esecutiva, chiudendo un iter giudiziario iniziato oltre sei anni fa.