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SCUOLA

Sicilia, quell’ago della bussola che punta allo Scientifico: numeri, scelte e conseguenze di una regione che ama i Licei

Dietro la crescita delle iscrizioni ai Licei c’è una geografia di scelte, opportunità e timori: ecco cosa dicono gli ultimi dati regionali (e cosa manca ancora all’orientamento)

04 Marzo 2026, 15:05

Sicilia, quell’ago della bussola che punta allo Scientifico: numeri, scelte e conseguenze di una regione che ama i Licei

Dietro la crescita delle iscrizioni ai Licei c’è una geografia di scelte, opportunità e timori: ecco cosa dicono gli ultimi dati regionali (e cosa manca ancora all’orientamento)

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Una mattina di febbraio, in un’aula magna di periferia, un power point scorre tra mappe di percorsi e sigle che a 13 anni sembrano labirinti: “LS”, “SA”, “AFM”, “CAT”. Poi la grafica si ferma su una cifra, grande, rassicurante: 61,9%. E un brusio corre tra i banchi. “La maggioranza sceglie il liceo”. In Sicilia, quest’anno più che mai. Il dato non è un’anomalia: è la conferma di una tendenza che si consolida, con lo Scientifico al vertice delle preferenze e gli Istituti Tecnici in flessione. Sotto ai numeri, però, si muovono questioni cruciali: orientamento, tenuta demografica, filiere “4+2”, nuovi indirizzi autorizzati dalla Regione, domanda di competenze sul territorio.

Cosa ci dicono, con certezza, i nuovi numeri

Per l’anno scolastico 2026/2027, in Sicilia le iscrizioni ai licei salgono al 61,9%; i tecnici scendono al 26,8%; i professionali si attestano all’11,3%. Le percentuali, diffuse a ridosso della chiusura delle domande, fotografano una regione più “liceale” della media nazionale (attorno al 55,9% di scelte liceali complessive), con una forbice che si allarga rispetto allo scorso anno.

Nella graduatoria interna ai licei, lo Scientifico resta il primo approdo per gli studenti siciliani: nell’ultima tornata consolidata (a.s. 2025/2026), è al 24,2% delle preferenze liceali, con la relativa opzione Scienze Applicate in crescita al 15,0%; seguono Scienze Umane (14,7%) e Classico in lieve recupero (14,0%). I dati di quell’anno arrivano dall’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia e costituiscono il benchmark più recente, ufficiale e completo per gli indirizzi.

Sul fronte dei volumi, il sistema regionale continua a risentire del calo demografico: nel 2025/2026 gli iscritti al primo anno delle superiori sono scesi a 39.335 dai 40.494 dell’anno precedente. Per il 2026/2027 le stime mediatiche parlano di un dato “intorno” ai 41 mila iscritti, ma i dettagli assoluti per indirizzo saranno pienamente consolidati solo nei report ufficiali.

Questi elementi compongono un quadro coerente: la Sicilia è, strutturalmente, una regione “a trazione liceale”. E la novità 2026/2027 è il consolidamento del 61,9% alle prime scelte, mentre i Tecnici arretrano sotto il 27% e i Professionali restano poco sopra l’11%.

Un primato che si allunga: perché lo Scientifico continua a convincere

Dietro il primato dello Scientifico convivono motivazioni diverse che, nei colloqui orientativi, ricorrono con insistenza: la percezione di una “preparazione generalista solida” utile sia per l’università sia per il lavoro ad alta qualificazione; il peso delle prove standardizzate e delle richieste di prerequisiti in area STEM all’ingresso dei corsi universitari; il ruolo delle famiglie, che spesso associano lo Scientifico a un “porto sicuro” in un mercato del lavoro regionale percepito come incerto.

La dinamica delle percentuali 2025/2026 lo ha reso chiaro: Scientifico al 24,2%, Scienze Applicate al 15,0%, un binomio che da solo intercetta quasi il 40% di tutte le preferenze liceali in Sicilia. La lieve ripresa del Classico e la tenuta delle Scienze Umane indicano che la “spina dorsale” liceale resta plurale, ma la direzione resta netta.

La novità che bussa alla porta: la filiera “4+2” e l’effetto-Mezzogiorno

Mentre i licei confermano la propria leadership, sullo sfondo avanza la filiera tecnologico-professionale “4+2”: percorsi quadriennali che dialogano con ITS Academy e imprese del territorio. A livello nazionale, le iscrizioni alla filiera sono in crescita e il Mezzogiorno mostra segnali di particolare vitalità. Il messaggio politico del Ministro Giuseppe Valditara ha insistito proprio su questo punto: accorciare i tempi di formazione senza sacrificare qualità, con un ponte più rapido al lavoro.

Per la Sicilia è un nodo rilevante: la prevalenza liceale rimane alta, ma la domanda di competenze tecniche è in aumento. Il rischio? Che l’eccesso di “licealizzazione” mantenga una distanza tra i percorsi scolastici e i fabbisogni professionali espressi dalle filiere regionali (manifattura di qualità, energie rinnovabili, logistica, agroalimentare avanzato, ICT applicata ai servizi). Un tema già segnalato anche dalla stampa locale, che ha evidenziato come, nell’Isola, il boom dei tecnici non si sia materializzato con la stessa intensità di altre regioni del Nord.

L’offerta che si allarga: 41 nuovi indirizzi alle superiori

A ridosso della stagione delle iscrizioni, la Regione Siciliana ha autorizzato 41 nuovi indirizzi per l’anno scolatico. 2026/2027, con una distribuzione che tocca tutte le province e una particolare attenzione anche ai corsi serali e ai percorsi per adulti. L’obiettivo dichiarato dall’assessore Mimmo Turano è ampliare il ventaglio e cucire l’offerta sulle esigenze locali: un tassello strategico se si vuole davvero aggredire il mismatch tra scuola e lavoro.

La mappa dei nuovi indirizzi racconta un tentativo di “specializzazione intelligente”: più spazio a settori tecnici e servizi ad alto valore, più flessibilità di orario e di target, in un’Isola che deve trattenere e attrarre capitale umano.

La scelta che conta davvero

I dati dicono che la Sicilia sceglie, in maggioranza, il liceo. Ma la scommessa non è confermare una preferenza: è trasformare ogni percorso – liceale, tecnico, professionale – in un vettore di opportunità reale. La buona notizia è che i segnali per riuscirci ci sono: una governance regionale che amplia l’offerta con 41 nuovi indirizzi, la spinta nazionale sulla filiera “4+2”, scuole che in molti casi eccellono e fanno rete. La notizia meno buona è che servono investimenti mirati e un orientamento capace di andare oltre gli slogan.

Quando il power point si chiude e le sigle smettono di lampeggiare, resta una domanda semplice: “Qual è la scuola che mi aiuta a diventare chi voglio essere, qui?”. Ecco: se la Sicilia saprà rispondere a questa domanda con laboratori vivi, alleanze territoriali e dati trasparenti, allora il 61,9% non sarà un destino, ma una scelta maturata. E questo farà tutta la differenza.