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le Ombre su Rogoredo

Cinturrino dal carcere: «Contro di me solo fango dai criminali». E il Riesame fissa l'udienza

Il poliziotto accusa gli spacciatori di vendetta, ma ammette la messinscena sulla scena del delitto. Intanto il Commissariato Mecenate cambia vertice

04 Marzo 2026, 20:24

«Fu un'esecuzione»: perché è stato fermato Carmelo Cinturrino, il poliziotto accusato dell'omicidio di Rogoredo

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Non è solo un’indagine su un omicidio, ma un terremoto che si allarga a macchia d’olio coinvolgendo l’intero sistema delle operazioni antidroga nella zona est di Milano. Mentre la Procura scava nel passato di Carmelo Cinturrino, l’assistente capo di Polizia in carcere per l’uccisione del 28enne Abderrahim Mansouri, arrivano i primi provvedimenti di vertice: il dirigente del Commissariato Mecenate, Osvaldo Rocchi, è stato sollevato dall’incarico e messo a disposizione della Questura.

La strategia della difesa: «È solo una tragedia»

Dalla cella in cui è detenuto da dieci giorni, Cinturrino rompe il silenzio attraverso i suoi nuovi legali, gli avvocati Marco Bianucci e Davide Giuseppe Giugno. Il poliziotto respinge con fermezza l’accusa di omicidio volontario, definendo i racconti sulle sue presunte attività illecite come “fango per screditarmi”, frutto di vendette da parte del mondo dello spaccio che lui stesso combatteva.

I legali, che il prossimo 9 marzo discuteranno davanti al Tribunale del Riesame la richiesta di arresti domiciliari, invitano alla prudenza: “Si è trattato, all’evidenza, di una tragedia che coinvolge tutti. Il nostro assistito non aveva alcuna intenzione di uccidere”. Sebbene Cinturrino abbia ammesso di aver alterato la scena del delitto e la “messinscena della pistola”, continua a sostenere di aver sparato solo per paura.

L’inchiesta si allarga: a caccia di prove e video

Sotto il coordinamento del pm Giovanni Tarzia e del procuratore Marcello Viola, l'indagine ha ormai superato i confini del boschetto di Rogoredo. Gli inquirenti stanno passando al setaccio anni di operazioni “dubbie” tra via Mecenate, piazza Corvetto e Calvairate.

L’attività investigativa procede a ritmo serrato: testimonianze a tappeto: in meno di 48 ore sono state convocate quattro persone. Si cercano riscontri tra tossicodipendenti, pusher e persino colleghi di Cinturrino; ombre sui pestaggi: gli inquirenti sono a caccia di un video che documenterebbe il pestaggio di un disabile e di prove su presunti sequestri indebiti di denaro; il sistema del “pizzo”: si indaga sulla pesante ipotesi che il poliziotto chiedesse soldi e droga agli spacciatori in cambio di protezione, accusa che l’indagato nega con forza.

Terremoto in via Mecenate: rimosso il dirigente

Il riverbero del caso ha colpito i piani alti del Commissariato Mecenate. Da oggi, Osvaldo Rocchi non è più il dirigente della struttura dove prestavano servizio Cinturrino e i quattro colleghi indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso. La decisione della Questura segna l'inizio di una riorganizzazione profonda, resasi necessaria dopo che l'inchiesta ha sollevato dubbi su possibili complici o coperture all'interno del distretto.

I prossimi passi

L'attenzione è ora rivolta al 9 marzo. In quella sede, i giudici del Riesame dovranno valutare se la custodia in carcere sia ancora necessaria o se gli elementi difensivi presentati dai legali possano giustificare un'attenuazione della misura. Nel frattempo, la Procura continua a cristallizzare le testimonianze, con la possibilità di ricorrere a incidenti probatori per tutelare la validità delle accuse emerse in questi giorni.