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il caso

Caso Umberto I: l'Asp avvia un'indagine interna sulle offese al paziente oncologico

Dopo la denuncia dei familiari di Nicola, l’85enne umiliato al Pronto Soccorso, la Direzione Strategica istituisce una commissione di verifica. Il Codacons chiede l'intervento del Ministero: «Nessuna tolleranza per chi calpesta la dignità dei malati»

05 Marzo 2026, 08:19

Caso Umberto I: l'Asp avvia un'indagine interna sulle offese al paziente oncologico

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La reazione indignata della città alla sua brutta avventura al Pronto Soccorso dell’Umberto I forse riscalderà un po' il cuore a Nicola, 85 anni, malato oncologico che qualche giorno fa in attesa di una trasfusione, ha ascoltato le frasi brutali e umilianti che un medico avrebbe rivolto a suo figlio Marco, mentre lui stava semisvenuto in barella. «E voi vostro padre lo posteggiate qui perché non mangia? Forse non gli piace cosa cucina sua moglie. Vuole che telefoni io a sua madre per suggerirle delle ricette appetibili?»

Dopo il servizio de La Sicilia, si registra l’intervento del Codacons, il coordinamento in difesa dei diritti degli utenti, che chiede alla direzione dell’Asp di avviare immediatamente una verifica e un’indagine interna. Non solo: l’associazione, dopo aver ricordato che la maggior parte dei medici e degli operatori sanitari svolgono il loro lavoro con dedizione e professionalità, chiede l’intervento del presidente della Regione Siciliana, dell’assessore regionale alla Salute e del Ministero della Salute perché seguano la vicenda rivelata dal nostro quotidiano e per promuovere tutte le verifiche necessarie affinché sia pienamente garantito il rispetto dei diritti dei pazienti e la qualità dell’assistenza sanitaria.

Mentre i familiari del signor Nicola stanno valutando se procedere ad un esposto, l’Asp si è fatta viva specificando da subito al cronista l’intenzione di star vicino al paziente e di non voler restare con le mani in mano, esprimendo profondo e sincero rammarico.

La Direzione Strategica dell’Asp specifica che certi linguaggi e comportamenti non appartengono alla cultura del prenderci cura che l’Azienda persegue quotidianamente e che la sofferenza di un paziente, specialmente se fragile e anziano, merita non solo competenza clinica, ma una devozione umana assoluta.

Tra l’altro a seguito della denuncia, la Direzione aziendale ha già istituito una commissione di verifica interna per accertare le responsabilità e l'esatta dinamica dei fatti. Per quanto riguarda le presunte responsabilità del medico che avrebbe offeso la dignità del paziente oncologico, l’Asp promette che “non saranno tollerate zone d'ombra e saranno adottate tutte le misure previste dalle norme vigenti anche eventualmente nelle sedi giudiziarie”.

È di appena dicembre la storia che La Sicilia aveva raccontato, simile, di un altro paziente che aveva ascoltato un infermiere, di fronte a una gran quantità di persone in stato di emergenza, affermare che il veterinario (riferendosi al medico di turno) è andato già via.

Adesso il caso di Nicola, 85 anni, trattato da un medico come un oggetto senza diritto al rispetto e all’empatia.