Il caso
Abusi a Palazzo Piraino a Palermo, il Comune frena
Congelata la delibera che avrebbe dovuto autorizzare gli interventi. L’opposizione: «Quelli sono reati», ma anche la maggioranza decide di fermare tutto
Il consiglio comunale congela la delibera che avrebbe dovuto autorizzare lavori a Palazzo Piraino, costola di quel Palazzo Butera diventato scrigno d’arte grazie alla collezione Valsecchi e dimora che deve ospitare un grande allestimento e una residenza artistica. Alla vigilia dell’aula sono emersi abusi edilizi che minerebbero la regolarità dell’operazione, lavori che sarebbero stati eseguiti prima della variante che l’aula deve approvare.
Ieri intanto la polizia municipale ha acquisito tutta la documentazione e nei prossimi giorni saranno programmati i sopralluoghi nell’antico palazzo per verificare sul posto. E lì, se venissero accertate irregolarità, potrebbero scattare i sigilli. Ieri, riuniti a Sala Martorana, da maggioranza e opposizione è arrivata una brusca frenata. «All’ordine del giorno – dice la consigliera Giulia Argiroffi che in commissione urbanistica ha sollevato la questione – c’era una proposta di delibera con la quale la Immobiliare Butera chiedeva di riconoscere il superiore interesse pubblico di un intervento edilizio volto a realizzare a Palazzo Piraino un centro culturale. Dovevamo votare alcune varianti urbanistiche relative al prospetto e alle coperture ma emerge che c’è in atto un abuso edilizio insanabile. È un fatto gravissimo, perché si tratta di un reato e perché il consiglio comunale stava per essere truffato». Argiroffi spiega lo stato dell’arte: «Con la variante era prevista una falda inclinata che invece è stata realizzata piana per collocare gli impianti. Sul prospetto era prevista una doppia falda, una copertura piana con una chiostrina e una unica falda, è stata invece realizzata una doppia falda. C’è una diversa conformazione delle coperture che di fatto modifica i volumi». L’atto da lunedì scorso era scivolato a domani, per consentire alle due commissioni – urbanistica e cultura – di completare l’esame degli emendamenti. La commissione urbanistica ha già chiesto uno stop della delibera. «Abbiamo preso atto delle dichiarazioni di una componente – dice il presidente, Antonio Rini – e ho mandato una nota agli uffici chiedendo di avviare le dovute verifiche e di sospendere la trattazione. Qualsiasi ragionamento deve partire da un presupposto di legittimità giuridica e amministrativa». In aula lo ha confermato anche Leopoldo Piampiano (Forza Italia) che ha aggiunto: «Mi risulta che l’amministrazione abbia avviato le procedura di verifica, se qualcuno ha commesso degli illeciti se ne assumerà la responsabilità. C’è la massima attenzione da parte della commissione». E una richiesta per ritirare l’atto è venuta anche da Giuseppe Milazzo (Fratelli d’Italia). «È un fatto gravissimo – ha detto in aula - inviare al consiglio comunale un atto deliberativo con queste connotazioni. In autotutela l’atto va restituito e vanno fatti gli esposti alle autorità competenti. Se lo avessimo approvato avremmo avallato questa situazione. Ci sono responsabilità da accertare, com’è possibile - ha concluso - che un atto arrivi così in aula, dopo esame degli uffici e pareri».