l'intervento
La frana di Niscemi, Musumeci: «Dopo il 1997 è calato il silenzio, spetta alla magistratura spiegare perché»
L'ex governatore della Sicilia tra il 2017 e il 2022 parla di «trent'anni in cui chi doveva fare il proprio dovere non lo ha fatto»
«A Niscemi sono stati stanziati 150 milioni per regimentare le acque a valle e demolire le case che dovevano essere demolite 30 anni fa. C'è l'inchiesta della magistratura che fa il suo corso per capire chi doveva intervenire in questi trent'anni e non lo ha fatto». A dirlo il ministro per la protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci che partecipa a un convegno all'Università di Messina su "Diritto alla sicurezza e protezione civile" cui partecipa anche la rettrice Giovanna Spatari.
«Se la prevenzione - prosegue - non è una priorità, ci facciamo accompagnare dal fatalismo, dalla rassegnazione e dal luogo comune. Tutto questo poi porta alle conseguenze che abbiamo conosciuto». Quindi l'ex governatore della Sicilia tra il 2017 e il 2022 torna alla frana del 1997, dopo la quale, dice, «è calato il sipario, il silenzio assordante su Niscemi dopo 2-3 anni, già nel 2002-2003 non se ne parlava più. Perché nel 2005 la commissione tecnico scientifico disse: "attenzione qui non si può intervenire per frenare la frana possiamo soltanto salvare il salvabile"? Perché a Niscemi su quelle case si continuava a fare mercato di compravendita? Perché si autorizzavano ristrutturazioni; cosa è accaduto? Perché la gente dice: dovevano mettere 1000 alberi e non li hanno messi e intervenire subito e non lo hanno fatto né prima né dopo?».
Domande a cui, secondo Musumeci, «la risposta non la dà la politica ma la magistratura. Bisogna capire perché in trent'anni chi doveva fare il proprio dovere non lo ha fatto, perché tanto silenzio».