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la decisione

Maxi inchiesta a Lampedusa: subappalti ad amici e parenti, 20 a processo. C'è pure l'ex sindaco Martello

Minacce e pressioni per gestire i lavori della rete fognaria dell'isola

05 Marzo 2026, 15:27

15:35

Totò Martello ex sindaco di Lampedusa

Totò Martello, ex sindaco di Lampedusa

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L'appalto per la manutenzione della rete fognaria di Lampedusa sarebbe stato pilotato. Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Iacopo Mazzullo, ha disposto il rinvio a giudizio di 20 persone (inizialmente erano 21 ma uno nel frattempo è deceduto) coinvolte nell’inchiesta della Procura della Repubblica, guidata dal procuratore Giovanni Di Leo. Le accuse, a vario titolo, sono di associazione a delinquere, concussione e peculato. La prima udienza dell'approfondimento dibattimentale è stata fissata per il 13 maggio davanti ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di via Mazzini.

Secondo la Procura, l'ex sindaco, due dirigenti comunali e imprenditori avrebbero imposto all’impresa aggiudicataria dell’appalto di dare lavori in subappalto a ditte riconducibili ad amici e parenti, attraverso minacce e pressioni. Tra i venti imputati figurano l’ex sindaco delle Pelagie, Salvatore Martello, l’ex vicesindaco Salvatore Prestipino e l'imprenditore agrigentino Massimo Campione, fratello di Marco Campione, ex numero uno di Girgenti Acque.

Le indagini sono state condotte dai carabinieri del Comando provinciale di Agrigento. Al centro della maxi inchiesta risalente al periodo compreso tra il 2019 ed il 2021, c’è — ma non solo — l'appalto per i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria della rete fognaria di Lampedusa. Per la Procura gli ex amministratori locali di Lampedusa “attraverso condotte di costrizione, plurimi affidamenti illegittimi e appropriazione di somme di denaro pubbliche” avrebbero imposto all’impresa aggiudicataria di accettare le modalità di lavoro indicate subappaltando le opere a ditte di amici e parenti. Tra le imprese beneficiarie dei lavori in subappalto, riguardanti i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria delle stazioni di sollevamento, vi sono quelle gestite da cinque tra familiari e parenti dell’ex primo cittadino.