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il blitz

Droga, pistola e munizioni in casa nonostante i domiciliari: arrestato dalla Squadra Mobile

Dalla casa alla cella: il GIP di Agrigento spedisce un racalmutese al "Di Lorenzo"

05 Marzo 2026, 21:02

21:10

Droga,  pistola e munizioni in casa nonostante i domiciliari: arrestato dalla Squadra Mobile

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Nonostante fosse già sottoposto agli arresti domiciliari, aveva trasformato la propria abitazione in un centro logistico per lo spaccio e la custodia di armi. È finita con il trasferimento in carcere la "carriera" di un uomo di Racalmuto, incastrato da un’operazione congiunta della Squadra Mobile di Agrigento (Sezione Antidroga) e del Commissariato di Canicattì.

L’attenzione degli investigatori si era concentrata da tempo sul centro abitato del paese di Sciascia. Pedinamenti, monitoraggio del territorio e una fitta rete di informazioni hanno permesso ai poliziotti di raccogliere indizi schiaccianti su una presunta attività di spaccio condotta dall’indagato proprio tra le mura di casa.

Il blitz e il ritrovamento dell'arma

All'interno dell'appartamento, gli agenti hanno rinvenuto un panetto di hashish da circa 94 grammi, singolarmente contrassegnato da un'etichetta "Adidas", insieme a un bilancino di precisione.

Ma la scoperta più inquietante è avvenuta nella camera da letto: occultata con cura tra lo stipite della porta e un armadio, i poliziotti hanno scovato una pistola Beretta calibro 7.65. L'arma, con il caricatore già inserito e rifornito di 8 proiettili, è risultata avere una matricola non catalogabile, venendo quindi sequestrata come arma clandestina.

Bici elettrica rubata e manette

Il controllo si è esteso a ogni angolo dell'abitazione, portando alla luce anche una bicicletta elettrica nel corridoio. Gli accertamenti sulla punzonatura della canna hanno confermato i sospetti degli agenti: il mezzo era di provenienza furtiva, facendo scattare per l'uomo anche la denuncia per ricettazione.

L'operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Agrigento, si è conclusa inizialmente con la conferma della detenzione domiciliare in flagranza di reato. Tuttavia, la gravità degli elementi raccolti — in particolare la presenza di un'arma carica in un contesto di spaccio — ha spinto il GIP del Tribunale di Agrigento a una decisione più severa: dopo la convalida dell'arresto, per l'indagato si sono aperte le porte del carcere.