Processo Slot Machine
Da paninari a narcotrafficanti: le condanne riformate in appello
La sentenza della Corte d'Appello di Catania. Diversi sono stati i concordati
Arriva il verdetto di secondo grado del processo nato dall’inchiesta antidroga “Slot Machine”: ci sono state alcune riforme di pena (la maggior parte frutto di concordati).
Nel 2023 il Gico della Guardia di Finanza ha sgominato due organizzazioni criminali dedite al traffico droga, una delle quali faceva capo ai fratelli Vitale, che sono noti a Catania per la loro attività di paninari. Non è un caso che Santo Vitale è chiamato Santo panini. La Corte d’Appello ha assolto Nunzio Cacia, difeso dagli avvocati Francesco Antille e Giuseppe Magnano, e Salvatore Copia, assistito dagli avvocati Mario Brancato e Giuseppe Grasso, dal reato associativo e ha rideterminato la pena per le contestazioni di droga a 4 anni 9 mesi e 9 giorni di reclusione e 20.000 euro di multa ciascuno. Assolto per fatti di sostanze stupefacenti Sebastiano Castorina, difeso dall’avvocato Maria Chiaramonte.
A seguito di un accordo delle parti la Corte ha rideterminato le pene nei confronti di Agatino Aperi tre anni e due mesi e 10.000 euro di multa; Antonino Giampaolo 2 anni e 6 mesi e 8.000 euro di multa; Pietro Artiminio 2 anni e 5 mesi e 5 giorni e 28.000 euro di multa, Gaetano Dammone Sessa 1 anno e 2.000 euro di multa in continuazione con altra sentenza; Orazio Giardina 2 anni e 2 mesi e 10.000 euro di multa, Salvatore Guarsegna 6 anni e 10 mesi di reclusione; Angelo Ottavio Isaia 2 anni e 2.000 euro di reclusione in continuazione, Paolo Messina 7 anni; Gioeli Carmelo Musumeci 4 anni e 10 giorni e 30.000 euro; Mario Danilo Privitera 1 anno 11 mesi e10 giorni e 3.000 euro di multa; Santo Vitale 9 anni e 4 mesi in continuazione.
Rideterminate le pene a Giovanni Santoro a 2 anni in continuazione, Fabio Vitale 14 anni e 4 mesi, Franco Vitale 14 anni e 8 mesi, Giuseppe Vitale 15 anni. Giuseppe e Fabio Vitale sono difesi dall’avvocato Salvo Pace. Confermate le condanne per Matteo Aiello (8 anni) e Giuseppe Calcò (2 anni e 9 mesi).
Il salto da paninari a narcos i Vitale lo avrebbero fatto anche spingendo sul carisma criminale del cognato Santo Aiello (condannato dal gup), esponente dei Cappello-Bonaccorsi.