la storia
Guerra per le proprietà: donna minacciata e inseguita in auto, lei si rifugia in questura
"Aiutatemi, fate qualcosa" ha detto ai poliziotti. Avviate le indagini
Insultata, ingiuriata e minacciata da un familiare, per motivi legati alla spartizione di alcune proprietà, mentre si trovava da sola a bordo di un’autovettura, non le è rimasto altro che fuggire.
Inseguita per alcune centinaia di metri, dopo avere arrestato la marcia, si è rifugiata all’interno della Questura chiedendo aiuto ai poliziotti in servizio.
«Esserci sempre» è il motto della polizia di Stato, vuol dire esserci laddove il cittadino ha bisogno. Come nel caso della donna entrata velocemente in Questura e, quasi in lacrime, rivolgendosi agli agenti presenti ha detto: «Fate qualcosa, aiutatemi».
L’episodio è accaduto l’altro pomeriggio. Protagonisti della vicenda una trentenne operaia e un trentacinquenne, agrigentini.
Da un po' di tempo, a quanto pare, non riescono a mettersi d'accordo sulla spartizione di alcuni beni. Invano qualcuno ha cercato di mettere pace e tranquillizzare i “contendenti”, che non curanti delle sagge proposte degli altri familiari e parenti, non riescono a mettere da parte l'astio nato per problemi economici, legati a quelle proprietà contese.
Più volte sarebbero volate parole grosse. Nell’ultimo periodo la contesa ha preso un'altra piega. Fino all’ultimo atto con il trentacinquenne che alla guida della sua auto s’è accostato a quella della donna, ingiuriandola e minacciandola pesantemente.
L’uomo l’ha pure inseguita e lei assalita dalla paura, raggiunta piazza Vittorio Emanuele, ha chiesto aiuto alla polizia.