la denuncia
Siracusa, paziente oncologica prenota una colonscopia a ottobre 2025 e ottiene l'esame dopo Natale 2026
Il caso è stato denunciato da Carlo Gilistro, deputato del M5s e pediatra. «Una legge permette di farsi rimborsare le spese dalla Regione le spese sanitarie sostenute con i privati»
Oltre un anno di attesa. Per la precisione 454 giorni, ovvero 14 mesi e 28 giorni. È quanto avrebbe dovuto aspettare per una colonscopia una paziente oncologica di Siracusa che ha avuto la disponibilità per l'esame all'ospedale Umberto I solo per qualche giorno dopo il Natale del 2026, a fronte di una richiesta datata 2 ottobre 2025. Il genero: “Non possiamo aspettare tanto, la faremo a pagamento”.
A denunciare il fatto è Carlo Gilistro, il deputato-pediatra del M5S che nei prossimi giorni presenterà all'ASP siracusana una richiesta di accesso agli atti per conoscere i reali tempi di attesa, per tutte le prestazioni sanitarie.
“Non si può chiedere – dice Gilistro – ad una paziente oncologica di aspettare quasi un'eternità per un esame, perché 14 mesi sono un'eternità se sulla testa ti pende la spada di Damocle di possibili recidive o metastasi. È vero che il sistema non può sapere che la richiesta arriva da un paziente oncologico, è anche vero però che è fuori dal mondo che si costringa un paziente, oncologico o no, ad aspettare oltre un anno per un esame che non è certo fatto per capriccio ma perché alla base c'è sicuramente una seria sintomatologia”.
“Il genero della paziente – continua Gilistro – ci ha detto che la congiunta farà l'esame a pagamento, la soluzione, cioè, che sceglie ormai una grandissima parte dei pazienti e che in qualche modo contribuisce a tenere ancora in piedi un sistema che collasserebbe se tutti si mettessero in coda ad aspettare senza ricorrere, pagando, ai privati. Avremmo attese lunghe anche due, tre anni, con tutte le negative conseguenze che ciò comporterebbe”.
“Siamo stanchi - rincara la dose il coordinatore regionale del Movimento, Nuccio Di Paola - delle chiacchiere e delle promesse del governo Schifani che finora si sono rivelate completamente sballate. Schifani a gennaio del 2024 aveva annunciato in pompa magna nel corso di una conferenza stampa che le liste d'attesa erano state praticamente azzerate, salvo praticamente smentirsi successivamente, dicendo che avrebbe mandato a casa i manager che non le avessero abbattute. I provvedimenti successivi non mi pare stiano avendo particolare successo. Oggi le liste, e i fatti lo dimostrano, sono ancora vive e vegete, mentre i direttori generali sono ancora al loro posto”.
Sulle liste d'attesa il M5S non intende fare sconti. “La vera svolta – dicono Gilistro e Di Paola – potrebbe essere l’applicazione di una legge nazionale di quasi 30 anni fa, sconosciuta praticamente a tutti e totalmente disattesa, che permetterebbe al cittadino, quando il servizio pubblico non è in grado di garantire la tempistica indicata nella prescrizione, di fare gratuitamente visite ed esami nel pubblico, in regime intramurario, o nel privato, pagando solo il ticket, e nemmeno quello, se il richiedente ne è esente. Tutto sarebbe a carico della Regione, che dovrebbe rimborsare ai cittadini le somme eventualmente anticipate”.
“Per fare applicare questa legge del 1998 – conclude Di Paola – abbiamo depositato una mozione che non è stata nemmeno calendarizzata. Evidentemente ci sono cose ben più importanti da trattare, come il terzo mandato per i sindaci. Abbiamo anche presentato norme in finanziaria che sono state bocciate. E intanto i cittadini aspettano o sono costretti a ricorrere al privato, a pagamento. O, peggio, rinunciano a curarsi. E purtroppo questi ultimi sono sempre di più. Noi comunque non molliamo e ritorneremo alla carica, richiedendo nuovamente la calendarizzazione della mozione”