Guerra
Escalation in Medio Oriente, Tel Aviv colpisce Libano e Iran, che risponde all'attacco
Missili dall'Iran su Israele: intercettati dai sistemi di difesa, danni da frammenti ma nessun ferito; Israele risponde con raid in Libano e uccisione di un comandante di Hezbollah
Tel Aviv, 6 marzo – L'esercito israeliano ha colpito la capitale dell'Iran e obiettivi di Hezbollah in Libano, intensificando le attività nell'area. In risposta all'attacco israeliano, 'Iran ha affermato di aver preso di mira Tel Aviv. Dopo circa undici ore di apparente tregua, nuovi lanci dall’Iran hanno preso di mira questa mattina Tel Aviv e il centro d’Israele.
Nel cuore della città si sono uditi forti boati mentre i sistemi di difesa attivavano intercettori per neutralizzare i vettori esplosivi in arrivo.
Al momento non si registrano feriti.
Secondo cronisti dell’Afp, in città sono risuonate numerose detonazioni — circa otto — dopo il riattivarsi delle sirene di allarme.
“L’Esercito ha individuato missili lanciati dall’Iran in direzione del territorio di Israele — hanno fatto sapere i militari israeliani — I sistemi di difesa aerea vengono attivati per intercettare la minaccia”.
Le squadre di emergenza del Magen David Adom segnalano danni a diversi edifici a Tel Aviv e nella vicina Givatayim, provocati dalla caduta di frammenti generati dalle intercettazioni in volo.
“La polizia distrettuale di Tel Aviv sta attualmente gestendo diverse aree del distretto in cui sono cadute schegge. La polizia invita a non avvicinarsi o toccare resti che potrebbero contenere esplosivi”, ha dichiarato la polizia locale, con un riferimento all’uso di bombe a grappolo da parte di Teheran, che possono lasciare sul terreno submunizioni talvolta inesplose.
Hezbollah starebbe inoltre tentando di colpire Israele dalla Siria, parallelamente ai lanci dal territorio libanese. Lo riferisce l’emittente Kan News, che cita anche fonti di intelligence arabe.
Un'escalation che segue l'attacco congiunto da parte di Israele su Libano e Iran. A Beirut, Israele ha colpito una roccaforte del gruppo militante libanese nel Dahiya, un'area commerciale e residenziale molto affollata, secondo quanto riportato dai militari israeliani.
Nei giorni scorsi era stato riferito che il governo di Damasco ha impartito ai comandanti sul terreno l’ordine di contrastare qualsiasi cellula intenzionata a condurre operazioni contro Israele da suolo siriano, nell’ambito del supporto all’Iran nella guerra. Fonti vicine al governo siriano hanno aggiunto che nel sud della Siria sarebbero stati istituiti posti di blocco per impedire tali azioni.
Circa due settimane fa era emersa la notizia che Damasco stava concentrando gli sforzi sul smantellamento delle infrastrutture costruite da Hezbollah sul lato siriano del confine. È stata anche segnalata l’intenzione del regime di “al-Sharia” di colpire le postazioni dell’organizzazione lungo la frontiera, nell’area della Valle del Libano.
Una fonte prossima al governo siriano ha tuttavia rivelato che, secondo le informazioni in suo possesso, due giorni prima della caduta di Assad, membri di Hezbollah sono entrati nella città sciita di Al-Qusayr, nella periferia di Homs, vicino al confine libanese, e hanno confiscato una grande quantità di armi trasferite oltre frontiera.
L’aeronautica israeliana ha intanto condotto un’ampia ondata di 26 raid nell’area di Dahieh, in Libano, contro infrastrutture di Hezbollah ritenute terroristiche. Lo scrive l’Idf su X.
Dahieh è un quartiere nel settore sud di Beirut. “Tra gli obiettivi — aggiunge il post — c’erano il centro di comando di un consiglio esecutivo e una struttura che ospitava droni utilizzati per attacchi contro Israele. Prima degli attacchi, sono state adottate misure per ridurre il rischio di danni ai civili”.
Nella serata di ieri le Forze di difesa israeliane hanno inoltre annunciato di aver eliminato, nella capitale libanese, il responsabile della gestione della potenza di fuoco di Hezbollah, Zaid Ali Jumaa. Tsahal spiega che “era a capo dell’artiglieria di Hezbollah nel Libano meridionale ed era responsabile del lancio di migliaia di razzi, missili e droni dal Libano verso Israele. Ha anche guidato l’attacco missilistico anticarro del 2015 sul Monte Dov, in cui sono morti un ufficiale e un soldato dell’Idf”.
La censura militare israeliana ha dato il via libera alla pubblicazione dei dati sugli attacchi dell' Iran su Israele da sabato scorso, quando ha preso il via l'operazione 'Il ruggito del leone'.
I pasdaran hanno lanciato sul Paese circa 200 missili, altri 300 sono stati sparati contro altri Paesi del Medio Oriente. La maggior parte dei missili è stata intercettata, in parte anche dall'esercito statunitense.
Inoltre 150 razzi sono stati tirati dal Libano su Israele.
Sabato 28 febbraio sono stati registrati circa 80 lanci dall'Iran verso Israele, domenica circa 60, da lunedì a martedì circa 20 lanci al giorno, mercoledì e giovedì meno di 20 lanci al giorno.