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Ambiente

Un km di rifiuti nel cuore del Parco dell’Etna

A Pedara, lungo la via Catania, al confine con Nicolosi, tra eternit e scarti edili, il rischio di inquinamento è altissimo

06 Marzo 2026, 21:00

Un km di rifiuti nel cuore del Parco dell’Etna

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Situazione estremamente grave lungo la via Catania, strada di confine tra Pedara e Nicolosi, in zona Tarderia, pertanto all’interno Parco dell’Etna. Qui, come se niente fosse, per oltre un chilometro, si estende una vera e propria discarica abusiva a cielo aperto, con rifiuti di ogni tipo: sacchi di indifferenziata, materiali ferrosi, legnosi, ingombranti, latte di vernice, tubi in plastica, lastre di eternit, pezzi di mobili e sanitari, scarti vari, persino giocattoli, abbandonati lungo la careggiata e nelle aree circostanti, oltre a scarti di lavorazioni edili.

Una quantità di rifiuti davvero notevole che trasforma l’intera area in una ferita ambientale nel cuore del territorio ai piedi dell’Etna. Una presenza dunque, di rifiuti di ogni tipo, che crea un grave degrado paesaggistico, in una zona, ricordiamolo, di grande valore naturalistico e turistico. Comportamenti sconsiderati, messi in atto da incivili che, evidentemente, non tengono conto delle relative conseguenze ambientali che nascono. Inquinamento del suolo, causato dalla decomposizione dei rifiuti, la possibile contaminazione delle falde acquifere, alla luce del fatto l’Etna è molto ricca di acqua; il rischio di incendi tossici, un fenomenino, purtroppo, molto frequente nelle discariche abusive, oltre i danni alla flora e alla fauna nello stesso territorio del Parco dell’Etna.

Una discarica lunga oltre un chilometro, non può essere considerata un semplice episodio di abbandono: è il segnale di un problema strutturale che coinvolge il controllo del territorio. Che non è facile da gestire per i Comuni perché controllare tutto e cogliere sul fatto gli zozzoni è un lavoro non facile, che richiede mezzi, costi ed energie. Intanto, per questa strada, servono interventi urgenti di bonifica. Oltre, magari, a controlli più severi e sistemi di videosorveglianza, per fermare chi continua a trasformare le strade dell’Etna in discariche abusive. Ma, se non cambia la cultura della gente, votata al rispetto dell’ambiente, qualsiasi tipo di intervento risulterà vano. Il problema, in questo caso, lo ribadiamo, non è solo il degrado visivo. Il rischio principale riguarda l’impatto ambientale sul fragile ecosistema dell’Etna. Che, non è solo un vulcano: è un territorio naturale di valore mondiale, riconosciuto come patrimonio dell’umanità (Unesco), grazie al suo straordinario valore geologico e ambientale.