Sanità
Malati oncologici, il Policlinico di Palermo contrattacca «Offesi i medici e strumentalizzato il dolore»
La dg Furnari risponde alle accuse di Faraone (Italia Viva) che replica: "Porterò il caso in parlamento"
Il Policlinico di Palermo risponde alle accuse del deputato Davide Faraone, che la mattina di giovedì aveva mostrato tramite le sue pagine social la situazione del plesso di oncologia con «pazienti ammassati in prefabbricati e attese lunghe diverse ore».
Maria Grazia Furnari, direttore generale del Policlinico, in un tavolo in cui erano presenti anche pazienti oncologici, medici di reparto e rappresentanti sindacali, ha definito quelle di Faraone «informazioni distorte e tendenziose, che violano la privacy dei pazienti e creano danno all’immagine della struttura e allarme nella popolazione». Poi continua: «Respingo con forza certi attacchi che offendono i professionisti che ogni giorno lavorano con impegno, onestà e qualità».
Al momento, spiega ancora Furnari, al Policlinico sono presenti quattro cantieri di ristrutturazione in altrettanti plessi grazie ai fondi del Pnrr, tra cui l’edificio 13 in cui era presente anche oncologia. «Svuotare completamente il plesso 13 non è stato facile ma ci siamo riusciti. Bisogna ricordare che qui non ci sono solo le attività assistenziali ma anche le scuole didattiche universitarie e ricerca». Tutti questi spostamenti, che sono temporanei, hanno trovato sempre una condivisione con la direzione medica e l'area tecnica nel rispetto delle norme igienico-sanitarie. L'oncologia in particolare è stata spostata in un plesso che fino a poco tempo fa era utilizzato come pronto soccorso e che è stato oggetto di ristrutturazione, quindi è in ottime condizioni.
Per mantenere gli stessi ritmi di assistenza, proprio per le dimensioni differenti del nuovo edificio, si sono dovuti riorganizzare i percorsi delle attività: le chemioterapie sono state allungate anche al pomeriggio, fino alle 20 – quindi 4 ore in più ed è stato esteso anche l’orario di apertura delle farmacie.
Dopo il tavolo tecnico, è arrivata però la risposta di Faraone: «Nessuno ha mai messo in discussione il lavoro di medici, infermieri e operatori sanitari dell’Oncologia. Parliamo di professionisti di altissimo livello» – spiega il deputato di Italia Viva – «Il tema sono le condizioni in cui sono costretti a lavorare e quelle in cui pazienti oncologici fragili trascorrono ore per ricevere terapie pesanti e delicate».
La direttrice generale ha definito l’azione di Faraone come una «strumentalizzazione del dolore», sottolineando ancora una volta che al termine dei lavori – previsti per il 30 giugno – ogni reparto tornerà nella sua posizione originaria e che oncologia non è l’unica ad essere spostata dal padiglione 13, riferendosi anche a neurochirurgia e ortopedia. Alle parole di Furnari hanno fatto eco gli specialisti presenti, Antonio Russo, Giuseppe Badalamenti e Maria Rosaria Valeri. «Noi sicuramente stiamo vivendo una condizione di disagio, però con spirito di collaborazione e nel rispetto della dignità dei pazienti abbiamo attivato dei percorsi in totale sicurezza per consentire il proseguo delle loro terapie. Il cancro non va in vacanza».
Sulla garanzia delle cure, Faraone ha risposto che si tratta di un’azione «sacrosanta» ma «non può diventare il paravento dietro cui giustificare qualsiasi situazione». Poi conclude: «Porterò la vicenda nelle sedi istituzionali con un'interrogazione parlamentare. Così capiremo se ha ragione la direzione del Policlinico o se invece le criticità segnalate meritano risposte e soluzioni».