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Gli aumenti

Carburanti, alla Sicilia il record negativo nazionale per i prezzi

L'Isola paga più del resto d'Italia la crisi internazionale in Medio Oriente. La denuncia di Cna Fita

07 Marzo 2026, 11:11

11:20

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«In Sicilia fare il pieno di carburante costa più caro che nel resto d’Italia. Una "stangata" che mette in ginocchio il settore dell’autotrasporto merci e persone, già provato dalle tensioni internazionali e da una vicenda giudiziaria tutta interna all’Isola». Lo sostiene, in una nota, la Cna Fita regionale, parlando di “tempesta perfetta” determinata dalla concomitanza di due fattori: la impennata dei prezzi legata al conflitto in Iran e il braccio di ferro in corso alla raffineria Isab di Priolo. «I rincari seguiti all’inizio delle ostilità in Iran sono immediati e ingiustificati - dichiarano Giorgio Stracquadanio e Daniela Taranto, responsabili di Cna Fita Sicilia - perché il carburante oggi erogato utilizza scorte acquisite prima dell’escalation. A questo si aggiunge una distorsione tipicamente siciliana: il contenzioso giudiziario e finanziario tra Isab e Lukoil Italia per la gestione della raffineria di Priolo, uno dei più grandi impianti d’Europa che copre il 80% del fabbisogno isolano e un terzo di quello nazionale. I blocchi temporanei nelle forniture e le incertezze gestionali stanno generando un’ingiustificata lievitazione dei prezzi alla pompa, che in Sicilia risultano più alti rispetto alla media nazionale».

Una situazione che, sottolinea la confederazione, grava in modo insostenibile sulle imprese del settore. Secondo le stime della Cna, nel breve termine l’aumento del carburante può incidere per circa 3.000 euro aggiuntivi per singola impresa, ma se la crisi dovesse perdurare si potrebbe arrivare a superare i 15.000 euro.

La Cna Fita a livello nazionale ha già richiesto al Governo un credito d’imposta straordinario, da finanziare con l’extra gettito Iva, ma ritiene che per la Sicilia la situazione richieda interventi aggiuntivi e mirati. «Chiediamo alla Regione Siciliana di attivarsi su due fronti - prosegue la nota - convocare con urgenza un tavolo di crisi per tentare di dirimere la disputa che coinvolge le imprese dell’impianto di Priolo e normalizzare il mercato e istituire, tramite Irfis e Crias, un fondo specifico destinato alle imprese di autotrasporto merci e persone, sia industriali che artigianali, che eroghi un contributo a fondo perduto pari al 30% per l’acquisto di scorte di carburante a partire dal 1 gennaio 2026».