Nel Catanese
Autolavaggio "fuori legge" a Paternò: multa e denuncia per la titolare
Tre lavoratori in nero e gravi irregolarità negli scarichi e nella gestione dei rifiuti
Prosegue nel territorio etneo, su impulso del Comando Provinciale dei Carabinieri di Catania, la campagna di prevenzione e contrasto ai reati ambientali e di tutela dei lavoratori, con particolare attenzione allo smaltimento illecito o irregolare di sostanze inquinanti, fenomeno che deturpa il territorio e mette a rischio la salute pubblica.
In questo quadro, i Carabinieri del Nucleo Operativo, Sezione Operativa della Compagnia di Paternò, con il supporto dei colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro e del Nucleo Operativo Ecologico di Catania, hanno effettuato controlli sia in materia di legislazione speciale e sicurezza sul lavoro sia in ordine al rispetto delle norme previste dal Codice dell’Ambiente.
Nel corso di un'ispezione in un autolavaggio di Paternò, la titolare, una trentenne del posto, è stata denunciata all’Autorità giudiziaria per presunte violazioni al Codice dell’Ambiente e agli obblighi del datore di lavoro, sulla base degli elementi raccolti, da verificare in sede processuale e nel pieno rispetto della presunzione d’innocenza fino a eventuale condanna definitiva.
Nei confronti dell’esercizio è stato disposto il provvedimento di sospensione e il sequestro preventivo dell’attività imprenditoriale, poiché al momento dell’accesso sarebbero stati trovati quattro addetti, tre dei quali impiegati “in nero”. Alla proprietaria sono state inoltre contestate quattro ammende per un totale di 3.622 euro, oltre alla maxi sanzione per lavoro irregolare pari a 13.650 euro. Sono stati anche recuperati contributi previdenziali e premi assistenziali per un importo complessivo di 4.900 euro.
Sotto il profilo ambientale, i militari hanno accertato che l’impresa operava senza sistemi di controllo degli scarichi delle acque reflue industriali e priva della necessaria autorizzazione allo scarico. Dalla comparazione tra l’impianto di raccolta delle acque indicato e allegato alla SCIA e la situazione reale, sono emerse difformità rilevanti, tra cui la totale assenza delle vasche di raccolta dei reflui numerate in planimetria.
La titolare non ha esibito alcun contratto con ditte autorizzate per lo smaltimento dei rifiuti prodotti dall’attività di lavaggio, né accordi per la gestione di imballaggi e residui classificati come rifiuti speciali contenenti sostanze pericolose (quali stracci intrisi, carta sporca utilizzata nelle fasi di pulizia, bombolette, detergenti e oli derivanti dalla depurazione delle acque di autolavaggio). È risultato, inoltre, mancante il registro di carico e scarico dei rifiuti, mai predisposto, così come i formulari di identificazione a comprova del regolare smaltimento delle soluzioni acquose di scarto e dell’autorizzazione allo scarico delle acque reflue industriali.