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8 Marzo in Sicilia tra lavoro e diritti ma la parità per le donne è ancora lontana

Occupazione, retribuzioni e carriera: nell'Isola le donne pagano il prezzo più alto tra lavoro precario, inattività e NEET

07 Marzo 2026, 12:39

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8 Marzo in Sicilia tra lavoro e diritti ma la parità per le donne è ancora lontana

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La strada per la parità, per le donne siciliane è ancora lunga e in salita. Il gap con gli uomini e con le medie nazionali sono infatti ancora ampi per quanto riguarda il lavoro, presupposto di autonomia e strumento di affermazione della persona. Secondo il rendiconto di genere Inps del 2025 hanno un lavoro nell’isola il 34,9% delle donne, contro il dato nazionale del 53,3% e la percentuale regionale maschile del 58,9%.

Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione, quello delle donne in Sicilia è il 15%, rispetto all’11% degli uomini. Nell’isola le donne che smettono di cercare lavoro sono il 58,8%, contro il tasso di inattività degli uomini del 33%. A rilanciare il tema dei divari di genere è la Cgil Sicilia alla vigilia dell’ 8 marzo.

«Nonostante il Pnrr, nonostante le tante battaglie per la parità di genere - scrivono in una nota Gabriella Messina, segretaria confederale Cgil Sicilia ed Elvira Morana, responsabile del sindacato per le politiche di genere - le distanze sono ancora lunghe e questo riguarda anche le retribuzioni, inferiori a quelle maschili e di conseguenza le pensioni, e le progressioni di carriera. Di fatto per le donne i diritti di cittadinanza e le pari opportunità di cui parla la nostra Costituzione non sono oggi pienamente garantiti».

Le donne, e questo accade in tutto il Paese, sono più soggette a part time involontario. E tra gli scoraggiati sono le file più numerose contando il 27,40% dei Neet, dato regionale, contro la media nazionale femminile del 16,60% e quella maschile siciliana del 24,20%. «Il nostro Paese e la Sicilia - affermano Messina e Morana - deve fare un salto di qualità in primo luogo sotto il profilo culturale».