Sociale
Doni e sorrisi in Pediatria ad Avola: una mattinata di solidarietà per i piccoli pazienti
Il netino Protasi promotore di iniziative di solidarietà, campagne per la sicurezza stradale e progetti sportivi per umanizzare le cure dei più piccoli
Un gesto semplice, ma capace di lasciare il segno. Nel reparto di Pediatria dell'ospedale di Avola, alcuni bambini ricoverati hanno ricevuto piccoli doni e giochi, in un momento di vicinanza pensato per alleggerire la degenza e strappare qualche sorriso.
L’iniziativa, promossa dal netino Corrado Protasi, 28 anni, da tempo impegnato nel sociale e nella solidarietà, è nata grazie alla collaborazione di Roberta e Mariantonietta, commissarie della Polizia di Stato in servizio nei Commissariati di Avola e Noto. Insieme hanno voluto portare un segnale concreto di attenzione ai più piccoli, ricordando quanto conti, anche in ospedale, sentirsi accompagnati dalla comunità.
Alla mattinata ha preso parte anche la sindaca di Avola, Rossana Cannata, che ha condiviso con i promotori questo momento di prossimità e sostegno alle famiglie e ai bambini ricoverati.
L’appuntamento di Avola si inserisce in un percorso di iniziative che Protasi porta avanti da tempo, tra solidarietà e sensibilizzazione. Nei giorni scorsi, infatti, è stata rilanciata a Noto una campagna di educazione stradale contro le distrazioni alla guida, con un messaggio diretto: “Un messaggio può aspettare. La vita no!”. La campagna, avviata su tutto il territorio comunale, punta a richiamare automobilisti e motociclisti alla prudenza e al rispetto delle regole, ribadendo che basta un attimo di distrazione per compromettere una vita.
Il progetto vede l’adesione di Protasi anche nel suo ruolo di Ambasciatore e Presidente della Commissione Promozione al Ciclismo del Comitato FCI Sicilia, da sempre attento ai temi della sicurezza sulle strade.
Non solo sensibilizzazione: a gennaio, un’altra tappa significativa ha riguardato Casa Hibiscus di Catania, struttura che accoglie piccoli pazienti, dove Protasi ha donato un calcio balilla ai bambini ospitati. “È un calcetto per tutti – il senso del gesto – perché lo sport può diventare uno strumento di integrazione, socializzazione e benessere”.
Dalla Pediatria di Avola ai progetti educativi e solidali sul territorio, il filo conduttore resta lo stesso: umanizzare le cure, sostenere chi è fragile e ricordare che, soprattutto quando si parla di bambini, la vicinanza non è mai un dettaglio, ma un valore.