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6 maggio 2026 - Aggiornato alle 12:07
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il caso

L'assessore Faraoni risponde all'M5S: «Non si conosce l'identità del paziente, occorre chiarezza»

Il caso sollevato dal M5S sull'Ospedale Umberto I di Siracusa infiamma lo scontro politico. L’assessore alla Salute invita alla cautela

07 Marzo 2026, 20:10

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Un'immagine d'archivio dell'ospedale Umberto I di Siracusa

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La polemica sulla sanità siciliana si infiamma nuovamente dopo la denuncia del deputato M5S Carlo Gilistro, che ha sollevato il caso di una paziente oncologica siracusana costretta a un’attesa di 454 giorni per una colonscopia all’Umberto I. Una vicenda che ha scatenato un immediato botta e risposta tra istituzioni e opposizioni, riaccendendo i riflettori sulla reale tenuta delle liste d’attesa nell’Isola.

L’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni, ha respinto le critiche sottolineando l’impegno delle aziende: «È evidente lo sforzo per implementare le attività e soddisfare il cittadino, anche a fronte di una domanda non sempre appropriata». L’assessore ha aggiunto che l’Asp di Siracusa ha compiuto passi avanti, ma sembra sollevare dubbi sulla trasparenza della denuncia: «Occorre entrare nel merito del percorso clinico, di cui non si conosce l’identità. Sono convinta che in questo caso, come già accaduto in passato a Siracusa, si potrà chiarire il percorso compiuto dal paziente».

Di tutt’altro tenore le parole di Nuccio Di Paola, coordinatore M5S, che ha attaccato la gestione politica: «Siamo stanchi delle chiacchiere e delle promesse del governo Schifani, finora rivelatesi sballate. Nel gennaio 2024 il presidente aveva annunciato in pompa magna l'azzeramento delle liste, salvo poi smentirsi e minacciare i manager. I provvedimenti successivi non hanno sortito successo nelle corsie».

L'Asp di Siracusa ha replicato ricordando il "Percorso di Tutela" attivabile tramite l’Urp. «Qualora la prima disponibilità comunicata dal Cup superi i termini indicati nell’impegnativa — spiega l’azienda — l’Asp reperisce soluzioni alternative per garantire la prestazione nei tempi corretti, senza oneri per l’assistito». Per i pazienti oncologici, l’Azienda ribadisce l'importanza del "Centro di accoglienza oncologico" (CAO), istituito nel settembre 2025 per abbattere barriere burocratiche. «Il CAO dispone di una linea dedicata — conclude la nota — attraverso la quale i pazienti vengono presi in carico da operatori specializzati, garantendo l'esecuzione della prestazione entro i termini clinici». La partita politica resta aperta, in attesa di risposte concrete oltre le procedure.