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Beni culturali

Cripta del Duomo di Messina torna a splendere: nuovi pannelli, catalogo fotografico e lavori sull'area absidale

Il bene culturale riaperto: volontari ed esperti al lavoro per riqualificare l'area absidale e risolvere il problema delle acque reflue

09 Marzo 2026, 05:51

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Cripta del Duomo di Messina torna a splendere: nuovi pannelli, catalogo fotografico e lavori sull'area absidale

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Presto arriveranno anche gli arredi. Non si ferma il progetto di messa in sicurezza, valorizzazione e fruizione della cripta del Duomo. Eseguita infatti la perizia relativa alla fornitura di “supporti per esposizione museale di reperti, pubblicazioni ed editoria, pannelli didattici e didascalie” che serviranno ad arricchire il prezioso gioiello dall’altissimo valore storico, artistico e religioso.

La cripta del Duomo è tornata fruibile il primo giugno dell’anno scorso dopo anni di chiusura e lavori di restauro. Nello specifico verranno acquistati, con un investimento complessivo di circa 10 mila euro, pannelli forex completi di piedistallo di sostegno e un catalogo foto-documentale con l’obiettivo di rendere ancora più ricca l’offerta per le migliaia di visitatori che la cripta attrae. Un interesse sempre crescente, quello per la Cattedrale di Messina, che nelle scorse settimane ha visto anche l’avvio di un intervento di riqualificazione urbana e culturale dell’area absidale alle spalle del Duomo, avviato dall’Ente Basilica, guidato da monsignor Roberto Romeo e dall’associazione Puli-Amo Messina, presieduta da Christian Mangano.

Un intervento che ha visto i volontari impegnati nel ripulire l’area e nello sgomberarla da un ingente ristagno di acque reflue, che da diversi anni ormai ne rendono impossibile la fruizione. Un obiettivo, quello di utilizzare l’area retrostante l’abside per eventi culturali e aggregativi, che l’Ente vorrebbe raggiungere nei prossimi mesi e per il quale si sta cercando di risolvere in tempi rapidi il problema valutando, attraverso il coinvolgimento di una serie di esperti, la possibilità di di sostruire gli antichi canali di convogliamento delle acque o almeno quella di convogliare tutti i reflui su uno dei canali ancora oggi rimasto utilizzabile, scongiurando così il rischio allagamenti.