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il fatto

Notte di terrore a Licata: entra in azione la banda dell'escavatore, sfonda la saracinesca e saccheggia la gioielleria La Cagnina

Bottino da decine di migliaia di euro, indagini su una banda itinerante e timori per la sicurezza in corso Umberto

09 Marzo 2026, 09:03

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Notte di terrore nel cuore di Licata, in provincia di Agrigento: un gruppo di banditi ha messo a segno un colpo audace utilizzando un escavatore per sfondare la saracinesca della storica gioielleria "La Cagnina", situata nel vivace corso Umberto. L'episodio, avvenuto nelle prime ore del mattino, ha lasciato la comunità sotto shock e le forze dell'ordine al lavoro per ricostruire la dinamica.

La notte del colpo

Secondo le prime ricostruzioni, i malviventi hanno agito con una violenza inaudita, impadronendosi di un mezzo pesante – verosimilmente rubato in precedenza – per abbattere la robusta saracinesca dell'esercizio commerciale. Una volta all'interno, hanno avuto il tempo di razziare cassaforti e vetrine, portando via un bottino stimato in decine di migliaia di euro tra gioielli, orologi di pregio e preziosi vari. La fuga è stata rapida, senza lasciare apparenti tracce immediate, complice l'oscurità e la scarsa presenza di passanti in quella fascia oraria.

L'allarme è scattato intorno alle 3 di notte, grazie ai sistemi di videosorveglianza collegati alla centrale operativa, che hanno immortalato l'intera sequenza. I carabinieri della locale stazione, intervenuti sul posto, hanno immediatamente transennato l'area e avviato le indagini, analizzando telecamere di sorveglianza pubbliche e private lungo il corso Umberto.

Impatto sulla comunità

Corso Umberto, arteria principale del centro licatese, è da sempre sinonimo di commerci e vitalità, ma questo furto audace rischia di incrinare la serenità dei residenti e degli imprenditori. "La Cagnina", nota per la sua selezione di alta gioielleria, è un punto di riferimento per generazioni di famiglie agrigentine: il titolare, visibilmente scosso, ha dichiarato di voler rafforzare le misure di sicurezza già dopo un primo episodio minore lo scorso anno.

Eventi come questo non sono isolati in Sicilia: nei mesi scorsi, furti simili con escavatori hanno colpito gioiellerie a Ragusa e Noto, suggerendo l'azione di bande organizzate che si spostano tra province. Le autorità locali invocano maggiore attenzione alle periferie da cui spesso provengono i mezzi rubati.

Indagini in corso

Sul caso indagano i carabinieri del reparto operativo di Agrigento, coordinati dalla Procura della Repubblica, con l'ipotesi di una gang specializzata in "colpi grossi" con macchinari pesanti. Si attendono riscontri dalle immagini delle telecamere e dalle impronte eventualmente rinvenute tra i detriti. Intanto, il sindaco di Licata ha annunciato un potenziamento della videosorveglianza urbana per prevenire recidive.

La gioielleria resterà chiusa per giorni, in attesa di perizie e riparazioni. La città si stringe attorno al commerciante, sperando in un rapido epilogo che riporti sicurezza nelle strade.