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il report

Calano le rapine in banca in Italia, ma la Sicilia è la più colpita: dieci assalti e 1 rapina ogni 100 sportelli

La provincia di Catania in testa e appello a misure mirate per la sicurezza

09 Marzo 2026, 09:30

09:40

Dopo gli assalti con esplosivo il prefetto convoca il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica

«Si registra un decremento delle rapine in banca in tutto il Paese, ma la Sicilia occupa il primo posto in questa triste classifica con dieci colpi e un rapporto rapine ogni cento sportelli pari a uno, il più elevato d’Italia». Lo afferma Gabriele Urzì dirigente nazionale Fabi e responsabile salute e sicurezza Fabi Palermo che ha esaminato gli ultimi dati pubblicati dall’Ossif, il centro di ricerca dell’Abi sulla sicurezza anticrimine, a fine 2025.

«Nel 2024 - aggiunge Urzì - il maggior numero di rapine si è verificato in Sicilia con dieci casi, seguita dalla Lombardia (nove) e dalla Campania (sette). Complessivamente le rapine sono diminuite in tredici regioni, tra cui la Lombardia (-53%), ma in Sicilia il dato è preoccupante. Anche con riferimento al livello di rischio, il valore più elevato è stato registrato in Sicilia con un indice pari a 1 rapina ogni 100 sportelli, un valore superiore a quello medio nazionale (0,3 rapine ogni 100 sportelli)».

«Fra le prime dieci province - osserva il dirigente FAbi - Catania è stata la più colpita con sei rapine commesse contro le tre registrate nel 2023 mentre Palermo è al settimo posto con due colpi. Anche con riferimento all’indice di rischio, il valore più elevato è stato registrato a Catania con 2,8 rapine ogni 100 sportelli (da 1,3 nel 2023). Da notare anche Caltanissetta con 1,7 e Palermo con 0,8. Il valore medio nazionale è di 0,3 rapine ogni 100 sportelli».

«I malviventi - sottolinea Urzì - hanno agito prevalentemente in coppia (44% dei casi) o da soli (35%), travisando il proprio volto (79%), in un lasso di tempo non superiore a dieci minuti (63%) e accedendo nei locali attraverso l'ingresso principale (77%). Le rapine si sono concentrate prevalentemente nella giornata di venerdì (31%), mentre per quanto riguarda l’orario è stata registrata una prevalenza delle rapine avvenute tra le 9 e le 10 (21%). I rapinatori hanno fatto uso prevalentemente di armi da fuoco (43%) o di armi da taglio (36%)».

Secondo Urzì per «invertire questa tendenza servono interventi mirati e multilivello, che coinvolgano banche, istituzioni e forze dell’ordine». «La sicurezza non è un costo, ma un investimento e proteggere chi lavora negli sportelli significa tutelare anche la fiducia dei cittadini nel sistema bancario. La Sicilia merita attenzione, risorse e soluzioni concrete».