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Via libera al masterplan di Borgo Nuovo: 30 milioni per piazze, oratori e 100 alloggi, ma la ragioneria avverte sui costi di manutenzione
Approvato in giunta il piano per riqualificare il quartiere
Via libera della giunta comunale al masterplan per la riqualificazione di Borgo Nuovo. L’esecutivo guidato dal sindaco Roberto Lagalla ha approvato l’ultima versione del piano straordinario di interventi scritto dal commissario Fabio Ciciliano, che definisce con precisione le aree di intervento del progetto e i costi previsti. Ma il parere della ragioneria generale del Comune guidata da Bohuslav Basile mette in guardia l'amministrazione: dopo avere fatto gli interventi di risanamento su Borgo Nuovo poi le strutture diventeranno un impegno dal punto di vista della manutenzione e dunque sarà necessario trovare le risorse.
Il piano, destinato a una delle aree urbane incluse nel cosiddetto decreto “Caivano bis”, prevede di investire a Palermo circa trenta milioni di euro, con una prima tranche di interventi prioritari per circa venti milioni. Tra i lavori che diventeranno operativi nei prossimi mesi la sistemazione di piazza San Paolo, un intervento da 1,9 milioni di euro cofinanziato dalla Regione per la trasformazione dello slargo da area asfaltata a piazza pedonale, con pavimentazione drenante, portici e verde. Previsti poi interventi su parco Tindari per circa un milione e mezzo di euro, con percorsi nel verde, impianti di illuminazione, sistemazione di una pensilina e costruzione di un oratorio su un unico livello con annesso un campo sportivo. Con una spesa di 1,9 milioni di euro, poi, il masterplan prevede la realizzazione di un centro sportivo multifunzionale a Largo Gibilmanna. In programma anche due centri di aggregazione sociale e culturale e la realizzazione di cento alloggi di edilizia sociale. Quest'ultimo intervento in un primo momento era slegato dal masterplan ma è stato inserito per creare un progetto di riqualificazione unitario e sarà cofinanziato dal Mit per un totale di 3,7 milioni di euro.
Secondo l’analisi contenuta nel masterplan il quartiere soffre oggi di diverse criticità: mancano luoghi identitari e spazi per la socialità, mentre alcune aree pubbliche risultano sottoutilizzate o degradate. In questo senso le diverse revisioni del piano, sette tra agosto 2025 e gennaio 2026, hanno progressivamente aumentato l'importanza dei presidi sociali (oratorio e aree sportive) rispetto alla semplice manutenzione del verde, per contrastare fenomeni di occupazione abusiva e degrado rilevati durante i sopralluoghi.
Il piano approvato dalla giunta comunale ha ricevuto il via libera della ragioneria generale del Comune, che però nel suo parere ha aggiunto delle allerte per la gestione del patrimonio e dei bilanci comunali. Come si legge nel documento firmato dal ragioniere generale Basile, infatti, il finanziamento generale da 180 milioni è del tutto a carico del governo nazionale ma avrà delle conseguenze indirette sulle casse della città.
La realizzazione delle opere, scrive la ragioneria, «determinerà un incremento del valore del patrimonio immobiliare dell'ente», che dunque dovrà iscrivere le opere in inventario e determinare le quote di ammortamento.
Ancora più importante, la creazione di nuove infrastrutture come il centro di Largo Gibilmanna e i poli di aggregazione genererà inevitabilmente dei costi fissi di gestione e manutenzione ordinaria, dal costo di elettricità e acqua alla vigilanza, e questi costi ricadranno interamente sul Comune. Per questo il dirigente della ragioneria conclude: «Si fa carico alla dirigenza di tenere in debito conto che ogni nuova opera dovrà essere accompagnata da un piano di sostenibilità gestionale che dimostri come l'ente intenda far fronte ai futuri oneri correnti».