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l'impianto di bonagia

Palermo, lo skatepark più grande della Sicilia vandalizzato prima ancora dell'apertura: allarme per decoro e manutenzione

La struttura è stata imbrattata: la comunità degli skater chiede risposte al Comune

09 Marzo 2026, 10:01

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Palermo, lo skatepark più grande della Sicilia vandalizzato prima ancora dell'apertura: allarme per decoro e manutenzione

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In attesa di un'apertura che slitta ancora, lo skatepark più grande della Sicilia è preda dei vandali. Mentre i cancelli rimangono serrati da mesi, sono apparsi i primi segni di danneggiamento e abbandono nell'impianto polivalente di via Guido Rossa, nel quartiere Bonagia, inaugurato lo scorso dicembre alla presenza tra gli altri del ministro dello Sport Andrea Abodi.

Su una delle strutture è apparso un graffito realizzato da ignoti. A lanciare l'allarme è Sad Society Skateboarding, la comunità degli skater del capoluogo, che torna a chiedere un confronto con l’amministrazione comunale per chiarire il futuro dell’impianto ed evitare che venga lasciato al degrado. A febbraio il campo polivalente era stato formalmente consegnato al settore Sport del Comune. Tuttavia, ad oggi, non esistono comunicazioni ufficiali sui tempi di apertura. Una situazione che sta generando crescente frustrazione tra gli sportivi.

«È passato un altro mese – dice Michele Pantuso, portavoce di Sad Society Skateboarding – non solo il parco non è stato aperto, ma non è arrivata alcuna spiegazione. Vorremmo capire quali siano le intenzioni del Comune e che tempi siano previsti per rendere finalmente fruibile lo spazio». Il primo episodio di imbrattamento accresce le preoccupazioni. «Questo scarabocchio – spiega Pantuso – potrebbe essere soltanto l’inizio di una serie di atti vandalici. Vogliamo dissociarci con fermezza: non si tratta di Writing, ma di un gesto che danneggia una struttura che dovrebbe appartenere a tutti». Nei giorni scorsi Pantuso ha notato nell’area dello skatepark ulteriori segnali di trascuratezza: «Oltre alla scritta, ho visto crescere l'erba attorno alle strutture: sembra che l’impianto si stia deteriorando».

La comunità degli skater ricorda inoltre come, per oltre trent'anni, questa disciplina sia rimasta invisibile e spesso criticata perché praticata nelle piazze e negli spazi pubblici. «Per noi – conclude Pantuso – allenarci in strada è sempre stata una questione di sopravvivenza sportiva. Senza spazi dedicati, semplicemente non avremmo potuto praticare il nostro sport».