9 marzo 2026 - Aggiornato alle 20:26
×

Il caso

La Regione ospita la Nato al ristorante "abusivo" e poi revoca la concessione: il paradosso di Mondello

La storia del locale Mida che sarebbe stato senza autorizzazioni dove Palazzo d’Orléans ha organizzato cene di gala e conviviali di staff

09 Marzo 2026, 10:32

10:40

La Regione ospita la Nato al ristorante "abusivo" e poi revoca la concessione: il paradosso di Mondello

Seguici su

Switch to english version

La Nato fu ospite della Regione in un ristorante che la stessa Regione ha poi definito abusivo: è la bizzarra conclusione a cui si giunge leggendo i documenti che l’amministrazione regionale ha presentato per revocare la concessione alla società Immobiliare Italo Belga.

Con una sorta di sdoppiamento di personalità burocratico, nell'autunno del 2025 è stato possibile che gli uffici regionali lavorassero contemporaneamente alla revoca della concessione di Mondello citando tra i motivi un ristorante le cui autorizzazioni, secondo la lettura della Regione, erano scadute da un paio d’anni e a pagare lo stesso ristorante per svolgere un evento istituzionale con ottanta invitati, tra cui personalità internazionali e istituzioni della sicurezza.

Il periodo è quello nel quale, attorno alla società Italo Belga, titolare da più di un secolo della più grande concessione balneare che riguarda la spiaggia di Mondello, si addensa la tempesta scatenata dai blitz del deputato regionale Ismaele La Vardera, contro la presenza di tornelli e staccionate. Ne seguiranno le notizie sul titolare di una delle società che avevano lavorato per Italo Belga, la Gm Edil, parente del boss mafioso Bartolo Genova.

Per tutto il mese di ottobre e quello di novembre si susseguono, poi, inchieste della commissione antimafia dell'Ars e interventi della prefettura, la quale a metà novembre emana un’interdittiva antimafia nei confronti della Gm Edil.

Sull’onda delle rivelazioni di quei giorni la Regione si mette al lavoro e il 18 novembre, quattro giorni dopo l’interdittiva del prefetto, avvia il procedimento di decadenza della concessione per Italo Belga. Procedimento che si conclude a fine febbraio con un decreto di revoca dell’assessorato al Territorio in cui accanto al caso Gm Edil si cita anche un’altra presunta infrazione della società, che questa volta riguarda la Mida. La società ha un accordo con Italo Belga per gestire un servizio di ristorazione all’interno della concessione, e l’accusa della Regione è che pur essendo scaduto a dicembre 2023, Mida avesse continuato per due anni la sua attività, tra cui quella del ristorante “Alle Terrazze” nell’antico stabilimento balneare.

Nel documento di revoca il dirigente generale del dipartimento dell’Ambiente, Calogero Beringheli, riassume i passaggi sottolineando che per affidare di nuovo il servizio di ristorazione a Mida la società Italo Belga avrebbe dovuto fare un’istanza di affidamento alla Regione, da cui avrebbe dovuto ricevere «espressa e non tacita autorizzazione». Dunque dato che l’autorizzazione era scaduta e che Mida ha continuato a lavorare nel 2024 e nel 2025 «non appare più esistere l’elemento fiduciale» nei confronti di Italo Belga. Fuori dal linguaggio burocratico degli uffici: avete fatto lavorare un ristorante senza chiederci autorizzazione e per questo dobbiamo togliervi la concessione.

Negli stessi giorni, quindi, in cui una mano della Regione accusa Italo Belga di avere accettato una situazione abusiva, però, un’altra mano organizza cene di rappresentanza proprio nello stesso ristorante “senza autorizzazione”.

A fine ottobre arrivano infatti a Palermo i componenti dell’Assemblea parlamentare della Nato e trascorrono due giorni all’Ars per incontri istituzionali e studi sulla sicurezza nel mediterraneo. Il 28 ottobre il dipartimento del Cerimoniale di Palazzo d’Orleans decide di ospitare a cena 80 persone tra delegati della Nato e rappresentanti delle istituzioni, e di portarle proprio alle Terrazze, il ristorante gestito da Mida. Spesa totale 6.600 euro, per una serata che, sarebbe stata preparata da diversi giorni di ispezioni, bonifiche della zona, richieste di autorizzazioni e verifiche di documenti, vista l’importanza degli ospiti.

Tutto in ordine, al punto che il 28 novembre la presidenza della Regione decreta di liquidare il pagamento per la cena a Mida. Sono passati esattamente dieci giorni da quando la stessa Regione ha fatto partire il procedimento di revoca anche a causa di quel ristorante.

Quello del meeting dell’Assemblea dei parlamentari Nato, per quanto il più prestigioso, non è neanche l’unico in cui il ristorante “Alle Terrazze” è stato usato per cene e manifestazioni nel corso degli ultimi due anni. Nel dicembre 2024 si svolge nel ristorante la cena di gala della seconda edizione del premio Giuseppe Alessi, 120 persone per 12mila euro, mentre nel gennaio 2025 si svolge una cena istituzionale tra i vertici degli uffici della Presidenza e lo stesso governatore Renato Schifani.

In entrambi i casi si tratta di eventi nel pieno del periodo in cui il ristorante era, secondo quanto sostiene la stessa Regione, privo di autorizzazioni. Cioè abusivo.