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Palermo casa italiana dei nomadi digitali: l'Italia Nomad Fest trasforma la città in laboratorio del lavoro da remoto

La città si conferma la prima destinazione italiana per i lavoratori digitali

09 Marzo 2026, 12:03

12:10

Palermo casa italiana dei nomadi digitali: l'Italia Nomad Fest trasforma la città in laboratorio del lavoro da remoto

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Palermo si conferma ufficialmente la "casa" italiana dei lavoratori da remoto. Ha preso il via oggi a Villa Niscemi l' Italia Nomad Fest, una sei giorni di incontri, workshop e dibattiti che fino al 15 marzo trasformerà il capoluogo siciliano nel cuore pulsante del nomadismo digitale. L'evento mette a confronto istituzioni, imprese, operatori culturali e comunità locali per analizzare come il lavoro agile stia riscrivendo le regole dell'abitare urbano.

I dati parlano chiaro: Palermo è attualmente la prima destinazione in Italia per i nomadi digitali e occupa un prestigioso 22esimo posto nella classifica mondiale. Un primato che non è sfuggito al sindaco Roberto Lagalla, il quale ha sottolineato come la città sia diventata una calamita per talenti internazionali: «Il fatto che Palermo ospiti la prima edizione del festival conferma un percorso intrapreso con convinzione. Attrarre queste professionalità significa immettere nuove energie che rigenerano il tessuto economico e sociale del territorio».

Secondo Marco Traina, fondatore di BeetCommunity, il lavoro da remoto non è più una moda passeggera ma una «trasformazione strutturale» che influenza le scelte di vita di migliaia di professionisti. Federico Violante, co-fondatore di Nomad Retreats e tra i promotori del festival insieme al Comune, ha evidenziato come Palermo possieda tutte le caratteristiche per accogliere questi «cittadini temporanei» che scelgono di fermarsi in città per periodi medio-lunghi, attratti dal clima, dal costo della vita e dalla vivacità culturale.

L'obiettivo della manifestazione è dunque quello di costruire un modello di accoglienza che integri queste nuove figure professionali con la comunità locale, trasformando Palermo in un laboratorio a cielo aperto per l'economia della conoscenza.