il caso
Cinque bambini tra muffa e cavi scoperti: salvati dalla casa degli orrori. C'è anche un neonato
Nessuno voleva affittare loro casa per "pregiudizio": il Comune assegna un alloggio Iacp
Una casa invasa dall'umidità, muffa alle pareti, impianti elettrici compromessi e cinque bambini, uno di appena due mesi, nato prematuro, costretti a viverci dentro.
È il quadro drammatico che le assistenti sociali del Comune di Menfi e dell'Ussm (Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni) di Palermo hanno trovato durante una visita domiciliare, descrivendo "precarie condizioni igienico-sanitarie" e una situazione "tale da compromettere la buona funzionalità dell'impianto elettrico".
La famiglia, già seguita dall'autorità giudiziaria minorile, non aveva alternative: nessun parente presso cui trasferirsi, nessuna possibilità economica per affittare un'abitazione e, come riportato nella relazione, "difficoltà a trovare un alloggio in locazione per pregiudizio sociale".
La Procura per i Minorenni di Palermo ha chiesto al Comune di intervenire immediatamente, sollecitando il trasferimento del nucleo in un luogo sicuro. Da qui la decisione del sindaco Vito Clemente di firmare un'ordinanza straordinaria per assegnare temporaneamente un alloggio popolare Iacp in via San Giovanni Bosco, appena resosi disponibile dopo la riconsegna delle chiavi da parte degli ex occupanti.
"Incombe alla nostra amministrazione l'obbligo morale e di legge di provvedere". Un provvedimento, dunque, che richiama il diritto fondamentale all'abitazione e la necessità di tutelare i minori vulnerabili. L'assegnazione durerà dodici mesi, il tempo necessario per trovare una soluzione stabile. La consegna dell'alloggio è già avvenuta ed è stata una corsa contro il tempo per restituire dignità e sicurezza a una famiglia che, senza questo intervento, sarebbe rimasta intrappolata in condizioni indegne.