10 marzo 2026 - Aggiornato alle 13:01
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Mondello

Sabbia, alghe, cantieri: la borgata nel mare dei dubbi

Tante le incognite oltre il nodo concessioni, dalle conseguenze del ciclone Harry ai ristori mai arrivati per i lavori

10 Marzo 2026, 09:23

09:30

I lavori per la "nuova" piazza di Mondello, ristori per i commercianti

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Gli interrogativi sulla stagione estiva a Mondello non si limitano alla gestione degli arenili. Cantieri aperti e smaltimento della posidonia potrebbero rallentare la ripresa del borgo marinaro. Il primo nodo riguarda la conclusione degli interventi di riqualificazione della piazza che prevedono una nuova pavimentazione, il restauro della fontana, il rinnovo degli arredi urbani e del verde e che difficilmente saranno finiti prima dell'estate.

Già da mesi le attività commerciali della zona lamentano penalizzazioni in visibilità e spazi di lavoro ristretti per via del cantiere. Proprio pochi giorni fa l'Antico chiosco, un esercizio storico attivo da oltre cento anni, ha chiuso i battenti lasciando una decina di dipendenti in cassa integrazione. Fra i motivi della crisi potrebbe esserci il calo del fatturato dovuto alle limitazioni per i lavori in piazza. Eppure, in aiuto di ristoratori e commercianti, dovevano arrivare i ristori promessi dall'assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo con un emendamento in finanziaria che però è stato bocciato due volte.

Un altro fronte che potrebbe rendere difficile la stagione balneare a Mondello è quello dei lavori per realizzare i canali di gronda e le vasche di laminazione di Sferracavallo e Mondello. Pochi giorni fa la Struttura per il contrasto del dissesto idrogeologico, che fa capo al presidente della Regione Renato Schifani, ha pubblicato un bando di gara dall'importo di 1,1 milioni di euro per la progettazione esecutiva di opere necessarie a mettere fine ai frequenti allagamenti delle due borgate. Il termine per la presentazione delle offerte sarà il 17 aprile ed è presumibile che la progettazione parta subito dopo. I lavori mireranno a mitigare il rischio di allagamento con la raccolta delle acque mediante canali di gronda sino al collettore nord-occidentale, così da impedire che le acque piovane interferiscano con il sistema fognario sottostante, in modo che lo scorrimento avvenga solo in superficie.

C'è infine la questione posidonia, la pianta marina endemica di grande importanza ambientale di cui il nostro mare è pieno, che si è spiaggiata sulle nostre coste in quantità straordinarie dopo il passaggio del ciclone Harry. Ieri mattina sul lungomare, operatori di Rap e Coime hanno avviato i lavori di rimozione della sabbia residua da marciapiedi e carreggiata, oltre alla pulizia straordinaria delle caditoie, ma la posidonia è un rifiuto speciale che va smaltito con una procedura piuttosto complessa e con tempi tecnici non proprio celeri. L'assessorato comunale all'Ambiente aveva destinato un capitolo di spesa alla rimozione e aveva dato - attendendo un intervento della Regione inizialmente quantificato in almeno 600mila euro nelle ore successive alla furia del ciclone Harry - l'autorizzazione formale a procedere alla Rap che a sua volta dovrà affidare a una ditta esterna le operazioni di rimozione, trasporto e conferimento.