ROMA
Scontro alla Camera sul caso Romano: giunta propone il diniego al sequestro della corrispondenza
La richiesta era stata avanzata dalla Procura di Palermo nell’ambito di un procedimento in cui il parlamentare è indagato per concorso in corruzione
Approda nell’Aula della Camera il parere della Giunta per le autorizzazioni che propone di negare l’autorizzazione al sequestro della corrispondenza del deputato Francesco Saverio Romano (Nm). La richiesta era stata avanzata dalla Procura della Repubblica di Palermo nell’ambito di un procedimento penale in cui il parlamentare risulta indagato per concorso nei reati di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e turbata libertà degli incanti.
Illustrando le motivazioni, il presidente della Giunta Enrico Costa (FI) ha sottolineato che "non risultano integrati i presupposti che consentono di comprimere la sfera comunicativa del parlamentare". Inoltre, ha aggiunto, "non risultano dimostrate la necessità e l’indispensabilità della misura richiesta". "La richiesta della Procura", infine, "appare oggi priva di un adeguato fondamento indiziario".
A sostegno dell’orientamento della Giunta si è espresso, tra gli altri, Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, che ha richiamato un "fatto decisivo", ossia "l’ordinanza del gip del Tribunale di Palermo del 2 dicembre che ha escluso non solo le esigenze cautelari ma anche la presenza di gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’onorevole Romano. Non si tratta di difendere qualcuno ma di chiedersi se il Parlamento possa autorizzare un sequestro di corrispondenza che rischia di trasformarsi in uno strumento esplorativo, ovvero nella ricerca della prova, anziché nella verifica di un quadro indiziario già esistente".
Di segno opposto l’intervento di Filiberto Zaratti (Avs): "Riteniamo sussistere i presupposti costituzionali e legislativi per autorizzare il sequestro della corrispondenza. Voteremo contro anche a tutela del diritto alla difesa dell’onorevole Romano". Daniela Torto (M5s), annunciando che il Movimento voterà "contro la proposta del relatore e a favore della richiesta della Procura", ha auspicato che "l’onorevole Romano possa abbandonare l’Aula nel momento della votazione, per evitare un evidente conflitto di interesse". Sollecitazione contestata dai banchi di Forza Italia.