I dati
Disabili: la città che resta inaccessibile nell'attesa senza fine del Peba
L’associazione Coscioni fa il punto sulle barriere architettoniche, tema sul quale ha ottenuto il commissariamento del Comune di Catania per un obbligo a cui non ha mai adempiuto in 40 anni
Per le persone con disabilità a Catania non ci sono le condizioni per poter muoversi liberamente tra gli oltre 53 chilometri quadrati di aree urbanizzate (su una superficie totale di 183). E questo è a causa delle troppe barriere architettoniche e del mancato adeguamento di tanti - troppi - edifici pubblici.
Guardando anche all’aspetto burocratico, mancano anche le premesse: il Comune infatti non ha ancora approvato il Peba, il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, un obbligo introdotto ormai 40 anni fa, precisamente con la legge numero 41 del 1986.
Il dato è stato recentemente sottolineato dall’Associazione Luca Coscioni che ha realizzato un’indagine consultando i siti istituzionali dei capoluoghi su tutto il territorio italiano circa l’attuazione della norma. Leggendo il report si scopre come Catania, nonostante l’assenza del Peba, non è sola. Anzi: il Peba manca anche negli altri otto capoluoghi dell’Isola. Sotto l’Etna il documento è comunque in corso di definizione, proprio grazie ai ricorsi (vinti) dell’associazione Coscioni: il Tribunale amministrativo regionale della Sicilia ha condannato il 12 maggio 2025 il Comune di Catania per non aver provveduto. Il giudice amministrativo in quell’occasione aveva dato 45 giorni di tempo all’ente per provvedere. Poi, trascorso il termine invano, il Tar a ottobre ha nominato un commissario ad acta - specificamente il segretario generale della Città metropolitana di Messina - che si occuperà della realizzazione dello stesso.
Catania, però, in Sicilia non è la città capoluogo messa peggio. L’associazione sottolinea che non è riuscita a reperire informazioni aggiornate riguardo all’iter per il Peba ad Enna, Ragusa, Siracusa e Trapani. Il documento risulta invece con un iter più avanzato, ma ancora non adottato, ad Agrigento, che ha emanato nel 2021 le linee di indirizzo per l’avvio di un percorso partecipativo per mappare le barriere architettoniche in città, attivando anche un portale web per la raccolta delle segnalazioni. Anche a Caltanissetta l’iter per il Peba è partito nel 2021, con una delibera della giunta comunale che ha comunicato all’Associazione Coscioni di avere in corso l’attività di catalogazione degli immobili. A Messina invece il Comune ha affidato nel 2024 l’incarico per redarlo a un professionista esterno, mentre a Palermo sempre nel 2024 l’iter è partito con una delibera di Giunta finalizzata a individuare le aree e i servizi prioritari per l’accessibilità.
Il quadro non è molto più incoraggiante a livello nazionale: solo 43 capoluoghi su 118 Comuni monitorati dall’Associazione Coscioni ha a oggi un Peba. Si tratta del 36,4 per cento del totale.