il delitto
Femminicidio al rione Lombardo a Messina: Daniela uccisa dall'ex. Lui aveva da poco lasciato i domiciliari
L'uomo subito fermato avrebbe confessato il delitto. Al setaccio le telecamere della zona. Si cerca ancora l'arma del delitto, forse un coltello. Il cadavere scoperto dalla figlia della vittima
Non rispondeva al telefono, per questo la figlia allarmata si è precipitata a casa della madre, trovandola senza vita.
La ragazza ha chiamato il 118, e sul posto, in via Lombardo, in pieno centro a Messina, sono arrivati subito uomini della polizia.
Il medico legale ha fatto una prima ispezione sul cadavere di Daniela Zinnanti, 50 anni compiuti lo scorso luglio.
La donna aveva una serie di colpi d'arma da taglio all'addome. Morta accoltellata, i sospetti sono ora ricaduti quasi subito sul suo ex fidanzato.
Grazie a testimonianza e immagini di videosorveglianza.
Un uomo di 67 anni, Santino Bonfiglio, è stato arrestato nella tarda serata di ieri, dopo qualche ora di interrogatorio, il 67enne ha ceduto e ha confessato l'omicidio, frutto di vecchi rancori e gelosie.
Disoccupato, ai domiciliari (non aveva il braccialetto elettronico), per reati contro la persona, aveva avuto denunce per reati specifici di maltrattamento, Bonfiglio era andato a casa della ex per un chiarimento, ma la donna avrebbe rifiutato una riappacificazione.
A quel punto si sarebbe scatenata la follia omicida di Bonfiglio.
Gli uomini della Mobile di Messina, coordinati dalla Procura, guidata dal procuratore, Antonio D'Amato, stanno continuando a visualizzare le immagini di tutte le telecamere e a sentire i testimoni per una ricostruzione dettagliata dell'omicidio.
Si cerca ancora l’arma, indicata nelle prime ore come un coltello dal manico nero. È plausibile che l’omicida se ne sia liberato durante la fuga, forse tra cassonetti, cortili o tombini. Il suo ritrovamento sarà decisivo non solo per collegare l’autore alla scena, ma anche per chiarire l’angolo d’impatto e la violenza dei fendenti.
Vengono analizzati anche i log di geolocalizzazione e le celle telefoniche al fine di ricostruirne la “timeline” minuto per minuto e sovrapporla all’ora del decesso stimata dal medico legale. Un ruolo chiave avrà anche l’esame forense degli smartphone, per tracciare eventuali comunicazioni recenti — minacce, litigi, richieste di incontro — integrato dall’analisi delle “memorie digitali” della città: telecamere condominiali, citofoni smart, dash cam delle auto in sosta.
La donna lascia anche un altro figlio.