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La storia

Usura e silenzio a Trapani: fondi e strumenti ci sono, ma le denunce mancano

Vademecum, protocollo con l'Abi e 15 milioni di fondi pronti, ma le vittime non si rivolgono allo Stato

11 Marzo 2026, 12:51

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Usura e silenzio a Trapani: fondi e strumenti ci sono, ma le denunce mancano

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La scena è di quelle già viste. Quando la mafia imperava, incredibilmente in Procura non c’erano denunce per reati estorsivi. Eppure nelle indagini questa realtà emergeva a chiare lettere. Non era “pizzo” ma, come spiegò un magistrato durante una requisitoria, il pm Andrea Tarondo, a Trapani gli imprenditori pagavano la quota associativa a Cosa nostra, quasi fosse un club, utile quando c’era da pianificare inciuci e accordi, trovare scorciatoie per arrivare al politico o al burocrate, per avere aperte delle porte che ai non amici restavano chiuse. Adesso la cosa si ripete per l’usura. A leggere i brogliacci delle forze dell’ordine, di Tribunali e Procura, il fenomeno non esiste, e invece la puzza la senti, il commerciante e l’imprenditore, o anche il normale cittadino, che stenta ad andare avanti e poi incontri chi ufficialmente nulla tenente cammina con auto di lusso o è proprietario di grandi ville.

Ieri in prefettura c’è stata una riunione indetta dal prefetto Daniela Lupo, presente il commissario straordinario per la lotta al racket e all’usura, prefetto Maria Grazia Nicolò. Occasione costituita per presentare il Vademecum antiusura. Presenti anche il questore Giuseppe Felice Peritore, i presidenti dei Tribunali di Trapani e Marsala, Alessandra Camassa e Alfonso Malato, i pm di Trapani e Marsala, Antonella Trainito e Roberto Piscitello e Claudio Passerini, segretario della commissione regionale dell’Associazione Bancaria Italiana.

Il dato venuto fuori è di una chiarezza demoralizzante. Nel 2025 non è stata presentata nemmeno una denuncia, in Tribunale a Trapani sono due i procedimenti in istruttoria, a Marsala di nove procedimenti avviati, sette sono stati archiviati. In prefettura nel 2025 sono state presentate tre istanze, una sola ammessa ai benefici, nel 2024 sette e nel 2023 undici.

È stato messo in risalto il “Protocollo d’intesa per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno dell’usura”, sottoscritto il 5 giugno 2024 tra la Prefettura U.T.G. di Trapani e l’Associazione Bancaria Italiana (A.B.I.). Un contributo di approfondimento sul fenomeno dell’usura nel territorio provinciale e sugli strumenti di contrasto previsti dall’ordinamento, con particolare riferimento alla possibilità di ottenere la sospensione o la proroga dei termini relativi agli adempimenti amministrativi. Il Prefetto, Daniela Lupo, ha evidenziato l’importanza della collaborazione tra istituzioni, sistema bancario e associazioni di categoria, al fine di prevenire il ricorso al credito illegale e favorire l’accesso a canali di finanziamento legali, sottolineando al contempo il ruolo di coordinamento svolto dalla Prefettura. Il Commissario Straordinario del Governo per il Coordinamento delle Iniziative Antiracket e Antiusura, Prefetto Maria Grazia Nicolò, ha illustrato il ruolo svolto dall’Ufficio del Commissario e le attività poste in essere a livello nazionale per sostenere le vittime di usura ed estorsione, soffermandosi in particolare sugli strumenti di tutela previsti dalla normativa vigente e sulle opportunità offerte dal Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive, dell’usura e dei reati intenzionali violenti nonché agli orfani per crimini domestici.

Ma la realtà è sconcertante, il Questore Peritore ha evidenziato la scarsa propensione alle denunce sebbene esista la piena disponibilità delle Forze di Polizia a fare sinergia con le istituzioni e le associazioni, al fine di rafforzare l’attività di prevenzione. Tra i casi citati dai magistrati, la pm Antonella Trainito ha ricordato due vicende dove i tassi usurai applicati erano giunti al 300 per cento. Spesso indagini complesse per gli atteggiamenti della vittima, restia a raccontare, quasi per vergogna. Così come accade per i casi di codice rosso, la vittima che non parla per imbarazzo, disagio o pudore. Il Vademecum Antiusura è ritenuto uno strumento utile per informare e supportare le vittime, anche sotto il profilo della raccolta di elementi e documentazione. Una riflessione è stata dedicata all’articolo 20 della legge n. 44 del 1999, che prevede la sospensione dei termini relativi agli adempimenti amministrativi e delle procedure esecutive a favore delle vittime che denunciano, evidenziando come tale strumento rappresenti una tutela significativa per chi decide di collaborare con le istituzioni. C’è da pianificare una azione precisa per rafforzare la prevenzione attraverso l’informazione sul territorio, promuovendo una sempre maggiore consapevolezza degli strumenti di tutela disponibili e incoraggiando le vittime a rivolgersi con fiducia alle istituzioni: iniziative finalizzate alla prevenzione del fenomeno dell'usura, del sovraindebitamento e della cattiva gestione del denaro, educazione finanziaria e una maggiore conoscenza degli strumenti in favore delle vittime di racket e usura.

Non si può accedere al fondo se non si denuncia – ha detto il commissario prefetto Nicolò – e ci si costituisce parte offesa nel procedimento penale”, ad oggi lo Stato ha stanziato circa 15 milioni di euro per sostenere le vittime, i fondi ci sono, ma non ci sono le denunce.