11 marzo 2026 - Aggiornato alle 21:39
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Il caso

«Nessuna celebrazione religiosa per Nitto Santapaola»: la decisione dell'arcivescovo di Catania

Monsignor Luigi Renna comunica la scelta per il boss di Cosa nostra catanese «con l’obiettivo di evitare che un eventuale momento religioso possa essere strumentalizzato»

11 Marzo 2026, 17:58

18:20

Morte Santapaola, dopo l'autopsia il corpo sarà trasferito a Catania per i funerali privati nella cappella di famiglia

La cappella di famiglia al Cimitero

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«A seguito della prescrizione del Questore di Catania del 10 marzo riguardante il signor Benedetto Santapaola, l’Arcivescovo di Catania ha disposto che non sia permessa alcuna celebrazione religiosa in occasione della dipartita del suddetto». Lo comunica la Curia catanese riguardo allo storico capo di Cosa nostra catanese, più noto come Nitto, morto il 2 marzo a 87 anni nel carcere di Opera a Milano, dove scontava una pena a vita per vari ergastoli. Nei giorni seguenti la morte - a cui è succeduta una autopsia (eseguita lunedì) e si attende per la cremazione del corpo - era inizialmente stato reso noto che ci sarebbe stata una celebrazione religiosa all'interno del cimitero, dove la famiglia Santapaola ha una cappella.

La decisione è stata assunta tenendo conto delle indicazioni e delle valutazioni delle autorità competenti, «con l’obiettivo di evitare che un eventuale momento religioso possa essere strumentalizzato o trasformato in occasione di manifestazioni non conformi al significato proprio della liturgia cristiana».

L’Arcidiocesi «ribadisce il rispetto delle disposizioni delle autorità e richiama al senso di responsabilità e al rispetto delle norme stabilite».

Con il suo provvedimento il questore ha vietato «funerali pubblici o privati» e ha disposto che il trasferimento dell’urna con le ceneri del capomafia, che sarà cremato, avvenga seguendo il percorso più breve, in maniera riservata senza alcun rituale in strada e senza cortei di mezzi al seguito.
Il legale del capomafia, l’avvocato Carmelo Calì, ha ricordato che «è un dato a me noto già da tempo che Benedetto Santapaola aveva comunicato ai suoi familiari di volere essere cremato e di non volere alcuna cerimonia funebre, nè pubblica né privata, quindi - ha aggiunto il penalista - i provvedimenti del Questore e dell’Arcivescovo, doverosi per il ruolo che svolgono, sono superati dalle volontà del mio assistito»
Lo storico capo di Cosa Nostra di Catania, 87 anni, ergastolano, che era detenuto in regime del 41bis nel carcere duro di Opera, è morto nel reparto di medicina penitenziaria dell’ospedale San Paolo, dove era stato trasferito per le sue condizioni di salute. Santapaola è stato uno dei più sanguinari boss mafiosi siciliani, condannato a 18 ergastoli compresi quelli per le stragi di Capaci e Via D’Amelio e per l'uccisione del giornalista Giuseppe Fava e dell’ispettore capo di polizia Giovanni Lizzio.
Secondo quanto si è appreso, la salma, dopo l’autopsia eseguita due giorni fa su disposizione della Procura di Milano che ha già concesso il nulla osta per la sua restituzione ai familiari, sarà cremata a Milano e poi le ceneri saranno trasferite a Catania.