fatalità
Tragedia sulla statale 122: il drammatico retroscena sulla morte di Vincenzo Vigna
Alla guida della Fiat Punto schiantatasi contro un fuoristrada ha sostituito il figlio che era senza patente
Il figlio non aveva con sé la patente e il padre si è messo alla guida. Durante il viaggio lo scontro frontale con un fuoristrada, lo schianto contro le barriere metalliche e il lato guida dell’auto ridotto ad un groviglio di lamiere.
Emerge un particolare, tragico e agghiacciante, nella ricostruzione dell'incidente stradale avvenuto venerdì scorso lungo la statale 122, in contrada Madonna dell'Aiuto, in territorio di Canicattì, nei pressi di un distributore di carburanti.
Vincenzo Vigna, il pensionato settantacinquenne, che ha perso la vita non doveva essere alla guida. Il figlio aveva dimenticato il documento di guida e il padre per evitare problemi in caso di un eventuale controllo delle forze dell’ordine aveva deciso di mettersi al volante della Fiat Punto. Una scelta che si è rivelata fatale, purtroppo, ma nessuno poteva immaginare che la morte stava attendendo il pensionato in quel pezzo di arteria.
Padre e figlio, originari di Mussomeli, si trovavano in quella zona del canicattinese per partecipare ad un incontro di lavoro. E c’è un altro aspetto incredibile del drammatico sinistro. Appena pochi minuti dopo il terribile impatto, a soccorrere i Vigna sono stati dei loro conoscenti: due operatori sanitari, entrambi di Mussomeli e di ritorno da una struttura sanitaria dove prestano servizio. Sin da subito hanno riconosciuto i loro concittadini e nell’immediatezza in attesa dell’arrivo dei mezzi di soccorso hanno praticato le prime cure del caso al più giovane dei Vigna, ma nulla hanno potuto fare per il pensionato deceduto praticamente sul colpo.
Vincenzo Vigna, sposato, padre di figli, era una persona conosciuta a Mussomeli e non solo nel nisseno. Descritto da tutti come un «galantuomo», un «uomo d’altri tempi», mai una parola di troppo, garbato e disponibile. Intanto vanno avanti le opportune indagini della Polizia Stradale di Agrigento per cercare di collocare tutti i tasselli di quella che è stata la dinamica dello scontro frontale che ha avuto come epilogo un morto, appunto, il pensionato settantacinquenne, e due feriti, il figlio della vittima che occupava il sedile passeggero e il conducente dell’altro mezzo rimasto coinvolto nell’incidente che in seguito all'urto si è ribaltato su un fianco.
E in seguito ai primi accertamenti nell’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Agrigento c'è una persona indagata. Si tratta di un quarantacinquenne di Canicattì, accusato delle ipotesi di reato di omicidio stradale, lesioni personali e guida in stato di ebbrezza alcolica. L'uomo si trovava alla guida del fuoristrada con un rimorchio adibito al trasporto dei cavalli, che ha impattato contro la Fiat Punto dove viaggiavano i Vigna. Subito dopo il sinistro, i feriti sono stati portati in due differenti strutture ospedaliere per essere sottoposti alle medicazioni e accertamenti sanitari. Il quarantacinquenne è stato già dimesso – con una prognosi di quaranta giorni – dall’ospedale Sant'Elia di Caltanissetta dove era arrivato in codice rosso, già la sera di venerdì, mentre il figlio della vittima, si trova invece ricoverato all’ospedale Barone Lombardo di Canicattì, con vari traumi sparsi sul corpo ma fortunatamente non versa in gravi condizioni.