urbanistica
Corso Martiri, l'appello del comitato residenti: «Da occasione di rinascita a incognita. Non può essere un affare privato»
La richiesta all’Amministrazione Comunale di Catania di fare immediata chiarezza sullo stato della convenzione
All’indomani della nostra intervista all’architetto Mario Cucinella, abbiamo ricevuto - e pubblichiamo - la seguente nota a firma del Comitato dei residenti del corso Sicilia.
Le recenti dichiarazioni rilasciate dall’architetto Mario Cucinella sulle pagine de La Sicilia rappresentano un segnale d’allarme che noi residenti e commercianti di Corso Sicilia e delle zone limitrofe non possiamo assolutamente ignorare perché trasformano quella che doveva essere una storica opportunità di rinascita urbana in un’incognita inquietante che rischia di gravare ancora per decenni sul cuore di Catania.
Leggere che il progettista del masterplan originale ha deciso di prendere le distanze dalla nuova proprietà, denunciando il rischio di una vera e propria operazione speculativa, ci riporta bruscamente alla realtà di un quartiere che da oltre settant’anni convive con le ferite aperte dello sventramento di San Berillo e che oggi teme di vedere sacrificata la qualità della vita in nome del solo profitto immobiliare. La nostra preoccupazione più profonda riguarda la possibile perdita di quegli spazi pubblici, parchi e servizi che erano stati promessi per bilanciare l’edificazione privata e che ora sembrano messi in discussione da una proprietà con cui lo stesso Cucinella dichiara di non aver mai trovato un accordo, facendoci temere che il suo nome venga utilizzato esclusivamente come un paravento di marketing per nascondere progetti di scarso valore architettonico. Non possiamo accettare che un’area così strategica venga gestita come un affare privato lontano dagli occhi dei cittadini e chiediamo pertanto all’Amministrazione Comunale di fare immediata chiarezza sullo stato della convenzione, che ricordiamo essere valida fino al 2032 e vincolata proprio alle previsioni progettuali di Cucinella, affinché non si permettano varianti o modifiche che peggiorino ulteriormente il volto della nostra città trasformandola nell’ennesimo deserto di cemento privo di anima e visione sociale. Il tempo delle attese e delle promesse mancate deve finire e pretendiamo che il futuro di Corso Sicilia venga deciso con trasparenza, mettendo al primo posto il diritto della comunità a vivere in un quartiere dignitoso, moderno e soprattutto pensato per le persone anziché per le sole cubature.