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Svolta per gli assistenti dell'Ars: Tribunale di Palermo ordina l'inserimento di Maria Mirella Moscarelli in graduatoria

Il Tribunale di Palermo riconosce la stabilizzazione per i rinnovi contrattuali aprendo un possibile precedente

13 Marzo 2026, 12:05

12:10

Ars

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Una sentenza che potrebbe incidere profondamente sulla posizione di numerosi assistenti parlamentari dell’Assemblea regionale siciliana. Il Tribunale di Palermo, con una decisione pronunciata il 12 marzo 2026 dal giudice del lavoro, ha riconosciuto il diritto di Maria Mirella Moscarelli ad essere inserita nella graduatoria del personale utilizzabile dai deputati dell’Ars.

La decisione arriva al termine di un contenzioso promosso dalla lavoratrice e sostenuto dagli avvocati Giovanni Puntarello, partner dello studio Legalit Avvocati, e Alessandro Maria Miliziano, associato dell’ufficio legale, che hanno assistito la ricorrente nel giudizio contro l’Assemblea regionale siciliana.

La vicenda riguarda il sistema di inserimento nell’elenco del personale da cui i deputati regionali possono attingere per assumere i propri assistenti parlamentari. La giovane Maria Mirella Moscarelli aveva lavorato per diversi anni nella segreteria particolare dell’onorevole Alfio Papale, componente della Segreteria di Presidenza dell’Assemblea regionale siciliana.

Nonostante l’attività svolta, la sua domanda di inserimento nell’elenco previsto dall’articolo 7 della legge regionale n. 1 del 2014 era stata respinta dall’Assemblea regionale siciliana. La motivazione del diniego era legata alla natura del suo rapporto di lavoro: Moscarelli non risultava formalmente assunta a tempo indeterminato, ma aveva lavorato attraverso una serie di contratti a termine rinnovati nel tempo.

Proprio su questo punto si è concentrata la strategia difensiva dell’avvocato Giovanni Puntarello, che ha invocato l’applicazione della normativa nazionale sul lavoro a termine, in particolare del cosiddetto “decreto dignità”, che stabilisce limiti rigorosi alla reiterazione dei contratti a tempo determinato.

Secondo la tesi sostenuta dall’avvocato Giovanni Puntarello davanti al Tribunale, la successione dei rinnovi contrattuali avrebbe dovuto determinare automaticamente la trasformazione del rapporto in contratto a tempo indeterminato, con conseguente riconoscimento dei requisiti necessari per l’inserimento nella graduatoria dell’ARS.

Una ricostruzione che è stata contestata dall’Assemblea regionale siciliana e dall’Avvocatura distrettuale dello Stato, le quali hanno sostenuto che il cosiddetto decreto dignità non potesse trovare applicazione nei confronti dell’Assemblea, trattandosi di pubblica amministrazione.

A questa impostazione si sono opposti i legali. L’avvocato Giovanni Puntarello, affiancato dall’avvocato Alessandro Maria Miliziano, ha infatti evidenziato che i rapporti di lavoro instaurati con le segreterie particolari dei componenti del Consiglio di Presidenza dell’Assemblea regionale siciliana hanno natura privatistica e fiduciaria, e non costituiscono rapporti di pubblico impiego in senso stretto. Proprio per questo motivo, secondo la difesa, doveva trovare applicazione la disciplina ordinaria sul lavoro a tempo determinato, compresa quella prevista dal decreto dignità.

Il Tribunale di Palermo ha accolto questa impostazione. Il giudice del lavoro ha infatti riconosciuto che la reiterazione dei contratti a termine aveva determinato la trasformazione del rapporto in contratto a tempo indeterminato già a partire dal 9 gennaio 2020. Di conseguenza, la lavoratrice possedeva il requisito richiesto dalla legge regionale per essere inserita nell’elenco del personale utilizzabile dai gruppi parlamentari e dalle segreterie degli organi dell’Ars.

Per questo motivo il Tribunale ha dichiarato illegittima la nota con cui l’Assemblea regionale siciliana aveva respinto l’istanza della Moscarelli e ha ordinato all’amministrazione di inserirla nella graduatoria pubblicata sul sito istituzionale dell’ARS nell’ottobre del 2022.

L’inserimento nell’elenco ha un effetto concreto molto rilevante: i soggetti presenti nella graduatoria possono essere assunti dai deputati regionali per svolgere attività di assistenza parlamentare utilizzando le risorse finanziarie messe a disposizione direttamente dall’Assemblea. Ciò significa che i parlamentari possono avvalersi della loro collaborazione senza alcun onere economico personale, poiché il costo del personale viene sostenuto dall’Ars.

La sentenza ottenuta dagli avvocati Giovanni Puntarello e Alessandro Maria Miliziano potrebbe ora avere ripercussioni anche su altri casi analoghi. Negli anni, infatti, diversi collaboratori parlamentari sono rimasti esclusi dall’elenco proprio a causa della mancata formalizzazione di un contratto a tempo indeterminato, nonostante avessero lavorato per lunghi periodi attraverso rinnovi successivi.

La decisione del Tribunale di Palermo apre dunque uno scenario nuovo per molti di questi lavoratori e rappresenta un precedente significativo nel contenzioso relativo al personale delle segreterie parlamentari dell’Assemblea regionale siciliana.