Piazza Marina
Allarme per il Ficus monumentale a Palermo: "alcuni pezzi potrebbero cadere"
Il maestoso Ficus magnolioide di Piazza Marina a Palermo versa in condizioni critiche: defoliazione del 70-80%, rischio di caduta rami e sospetta tracheomicosi; tomografia e sopralluogo della Forestale e dell'università.
Il maestoso Ficus magnolioide di piazza Marina, a Palermo, considerato un vero e proprio “monumento verde”, versa in condizioni critiche.
L’enorme esemplare, sostenuto da robuste radici aeree simili a colonne, appare stabile, ma alcune porzioni potrebbero cedere con il rischio di caduta di rami.
L’allarme è stato lanciato dai professori Paolo Inglese e Antonio Motisi, docenti di Coltivazioni arboree dell’Università di Palermo, insieme con Rosario Schicchi, direttore dell’Orto Botanico.
I tre hanno scritto al rettore, Massimo Midiri, che ha immediatamente informato il sindaco, Roberto Lagalla.
“Ha una defoliazione del 70-80 per cento: le foglie sono piccole e continuano a cadere”, spiegano i docenti, esprimendo forte preoccupazione per la salute della pianta simbolo della piazza dove, nel 1909, fu ucciso Joe Petrosino, il detective italo-americano impegnato nella lotta alla mafia dell’epoca.
“Non si tratta di una pianta eterna. Ha 162 anni e una porzione rilevante sta male. La causa potrebbe essere una tracheomicosi, un’infezione fungina che colpisce le radici e compromette la circolazione della linfa nella pianta. È un fatto eclatante e noi, non solo come docenti di Coltivazioni arboree ma anche come cittadini consapevoli, non potevamo girarci dall’altro lato e far finta di niente. Avevamo il dovere di segnalare la grave compromissione del fogliame di un albero che si trova proprio davanti al Rettorato”
I professori precisano inoltre: “Siamo a disposizione del Comune, ma non ci siamo autonominati. Qualora ce ne fosse la necessità, siamo pronti a dare il nostro contributo, nel solco di quanto fatto dal professore Giuseppe Barbera, la persona più adatta, con cui riteniamo utile continuare a svolgere questo lavoro”.
Il Ficus fu messo a dimora nel 1864 nel Giardino Garibaldi, progettato dall’architetto Giovan Battista Filippo Basile, insieme con altri esemplari della stessa specie, alcuni dei quali presentano radici affioranti che si estendono in superficie per oltre venti metri.
“Quando fu piantato, Basile, allora ragazzo, non aveva contezza di quello che sarebbe diventato. Con il senno di poi, non era un albero da piantare lì”, osserva Inglese, sottolineando come prima misura di prudenza suggerita al Rettore il divieto di sosta nell’area, considerate le possibili cadute di rami, già verificatesi in due occasioni negli anni passati. La zona, peraltro, è molto frequentata, soprattutto la domenica mattina per il tradizionale mercato dell’usato.
Sul fronte istituzionale, l’assessore comunale alle Politiche ambientali, Pietro Alongi, chiarisce il percorso: “Come per gli esseri umani, prima dobbiamo capire il tipo di malattia, fare la diagnosi e poi stabilire la cura. La prossima settimana sulla pianta verrà effettuata una tomografia. Essendo un albero storico-monumentale, per il sopralluogo ci sarà anche la Forestale, oltre ad alcuni professori dell’Università”.