Il giallo
Caso Denise Pipitone, possibile svolta: spunta un supertestimone a Milano e c'è un appello urgente alla Procura
La criminologa Antonella Delfino Pesce presenta alla Procura di Marsala elementi che potrebbero collegare Mazara del Vallo a piste milanesi e riaccendere l'inchiesta sulla bimba sparita nel nulla 22 anni fa
A oltre vent’anni da quel 1° settembre 2004, il mistero della scomparsa di Denise Pipitone torna al centro dell’attenzione nazionale con una potenziale novità destinata a riaccendere l’inchiesta. La notizia, rilanciata il 13 marzo 2026, ruota attorno a un testimone inedito: un uomo residente a Milano che, per due decenni, è rimasto ai margini e non è mai stato ascoltato dagli inquirenti.
A rompere il silenzio è la criminologa Antonella Delfino Pesce, che assiste Tony Pipitone, il padre legale che ha cresciuto la bambina. La professionista ha presentato un’istanza formale e urgente alla Procura di Marsala per un incontro, con l’intento di depositare una relazione contenente quelli che definisce “elementi assolutamente dirimenti”.
Secondo la criminologa, l’uomo milanese, ritenuto affidabile, le avrebbe fornito dettagli potenzialmente cruciali. Qualora tali informazioni trovassero riscontro, la testimonianza aprirebbe una pista d’indagine finora inesplorata, mettendo in relazione Mazara del Vallo con l’area metropolitana di Milano, tra possibili spostamenti, contatti telefonici o luoghi di transito finora ignorati.
Non è la prima volta che la difesa di Tony Pipitone tenta di riaprire il fascicolo: tra maggio e ottobre 2024 era stata presentata un’istanza basata su una rilettura degli atti, respinta dai magistrati perchè ritenuta priva di elementi sufficientemente “nuovi” per superare l’archiviazione del 2021. Oggi, però, il quadro sembra mutato.
A rafforzare la credibilità della nuova pista contribuisce il curriculum di Antonella Delfino Pesce, nota per il ruolo determinante nella riapertura del caso di Nada Cella, “cold case” del 1996 approdato a una condanna in primo grado dopo quasi trent’anni grazie a un rigoroso lavoro di analisi documentale.
La vicenda di Denise, svanita nel nulla a quasi quattro anni mentre giocava vicino all’abitazione della nonna materna, resta un mistero lungo 22 anni. Nel corso degli anni, l’attività investigativa ha esplorato numerosi filoni, portando a processo la sorellastra Jessica Pulizzi, poi assolta in via definitiva dalla Cassazione per insufficienza di prove. Anche altre ipotesi, come quella scaturita dalle dichiarazioni del testimone audioleso Battista Della Chiave, non hanno condotto a sviluppi processuali risolutivi.
Malgrado le archiviazioni, la speranza della famiglia non si è mai spenta. Di recente, il 15 febbraio 2026, la Procura di Marsala ha diffuso una nuova “age progression”, aggiornando l’immagine di come potrebbe apparire oggi Denise, venticinquenne. Un atto non solo simbolico ma operativo, rilanciato anche sui social dai genitori con ulteriori immagini e con un messaggio che suona come una promessa incrollabile: “Non smetteremo mai di cercarti”. Ora l’attenzione si concentra sui magistrati di Marsala.