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Palermo

Nuovo statuto, Schifani “cede” l’Orchestra Sinfonica Siciliana al Comune

Il consiglio chiamato ad approvare il cambio di governance, con il sindaco come presidente del cda

14 Marzo 2026, 06:45

06:50

Nuovo statuto, Schifani “cede” l’Orchestra Sinfonica Siciliana al Comune

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La governance della Foss dalla Regione al Comune, con il commissario straordinario Margherita Rizza - così vogliono fondate indiscrezioni - già da lunedì nel suo nuovo ruolo di dirigente del Turismo. La bozza di delibera è un embrione in avanzata fase di sviluppo nelle stanze dell’assessorato comunale alla Cultura, ma un fatto è certo: la Regione, consiglio comunale permettendo, vuole passare, confortata da una norma nazionale, onori e oneri della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana al Comune, con il sindaco presidente del cda, appunto, per (nuovo) statuto. L’intenzione è emersa ieri in conferenza dei capigruppo a Palazzo Comitini, con una delle comunicazioni - la più sapida, assieme a quella sull’ennesimo rinvio della discussione del contratto di servizio di Amat - ai capigruppo da parte del presidente del consiglio comunale Giulio Tantillo, circa la “to do list” delle priorità a sala Martorana. Negli auspici di Tantillo, un iter ragionevolmente breve, che porterebbe il nuovo statuto in aula al più tardi tra fine aprile e inizio maggio, mentre tra una quindicina di giorni potrebbe già fare il “giro” dei pareri, primo fra tutti quello della Ragioneria generale.

La norma in questione, che verrà cubitalmente evocata in delibera, è contenuta in un decreto legislativo di trent’anni fa, il numero 367 del 29 giugno 1996.

La posta in gioco non è da poco e passa attraverso la legge da un lato e dalle convergenze politiche, che saranno più chiare nelle prossime ore, dall’altro: alla fine la strada tracciata dal presidente della Regione Renato Schifani dopo fitte interlocuzioni politiche e istituzionali, passa attraverso una modifica statutaria, con il nuovo testo già trasmesso dalla Regione al Comune, l’esame del consiglio comunale sulla nuova “carta costituzionale”, l’ulteriore transito alla Foss e infine sulla scrivania del dipartimento del Turismo, attuale organo di vigilanza chiamato a esprimere il proprio parere. Per qualcuno il passaggio di mano sarebbe una patata bollente, considerata la violenta conflittualità sindacale di queste settimane, fino all’ennesimo sit-in in prefettura di due giorni fa: in capo al nuovo presidente, cioè il sindaco, infatti, passerebbe, seppur mediatamente attraverso un cda comunque a tinte comunali, anche il dossier-personale, segnato, come del resto gli orchestrali e il corpo di ballo del Teatro Massimo, da precariato storico e turn-over a singhiozzo. Il nodo, a quel punto, sarebbe la dotazione finanziaria, che per il Massimo, ad esempio, è stata rinvigorita nelle scorse settimane con 500mila euro in più sul budget in preventivo. Sul punto, fonti del Comune ricordano che «le norme sulla dotazione finanziaria sposteranno poco o nulla gli equilibri», richiamando lo stesso decreto legislativo del 1996 che benedice la trasformazione.

Di governance si parla, e in effetti si tratta di una telenovela che nelle puntate attuali vede una Fondazione sinfonica acefala nei suoi organi di governo da anni, con il commissario Margherita Rizza insediatasi a maggio del 2024 e che adesso è in procinto di lasciare la scrivania, già da lunedì.

Che aria si respira a Palazzo delle Aquile, per ora lo dicono le cortesie su «una sinergia intatta con la Regione per la gestione di un patrimonio di enorme valore culturale come l’Orchestra sinfonica», e «l’impegno - si sente in ambienti vicini al sindaco Roberto Lagalla - a svolgere i nuovi compiti al meglio, in un teatro, il Politeama, che è sede della Foss e nello stesso tempo patrimonio anch’esso di grande valore, che appartiene alla città».