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Femminicidio annunciato

Il precedente: Bonfiglio aveva già accoltellato una donna

Aveva aggredito l'ex compagna nel 2008 ed era stato arrestato con l'accusa di tentato omicidio

14 Marzo 2026, 10:09

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Santino Bonfiglio

reo confesso del femminicidio di Messina

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Non c'erano solo i precedenti su Daniela Zinnanti, la 50enne che ha ucciso lo scorso 9 marzo a coltellate. Santo Bonfiglio aveva già picchiato e accoltellato un'altra donna. A restituire un altro pezzo di storia, apparentemente ignorata, o perlomeno sottovaluta in sede giudiziaria, è un articolo di cronaca di un quotidiano locale.

Era il 5 settembre del 2008 e Tempostretto riportava l'aggressione di Bonfiglio alla convivente dell'epoca. Aveva 49 anni, quando di notte è sceso in mutande per strada a Spadafora, paese sulla costa tirrenica in provincia di Messina, inseguendo la donna che stava fuggendo da lui, e dopo averla raggiunta, ha iniziato a prenderla a calci e pugni. Fermato da un vigile, Bonfiglio era rientrato in casa, per poi riuscire, stavolta rivestito, con un coltello in mano cercando di colpire la donna al petto, che è riuscita a difendersi col braccio e salvarsi. Nel frattempo Bonfiglio scappava a bordo di una Fiat Panda e avvertiva l'ex moglie di stare andando a Milazzo da lei, per vedere la figlia di 6 anni, raccontando di avere tentato di accoltellare la compagna. L'ex moglie ha allora chiamato la polizia per riferire tutto e Bonfiglio è stato poco dopo arrestato con l'accusa di tentato omicidio.

Precedente questo che sembrerebbe non aver pesato sulla decisione della misura cautelare dopo la denuncia di maggio e poi di febbraio di Zinnanti, non c'è nessun precedente di questo tipo menzionato dal gip, Salvo Pugliese, che ha emesso gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, misura che aveva giudicato come la “minima adeguata”, visto il reiterarsi dei comportamenti.

Peccato che di braccialetti elettronici non ce ne fossero a Messina, così che Bonfiglio è rimasto ai domiciliari senza braccialetto per quasi un mese fino allo scorso 9 marzo quando li ha violati per andare a casa dell'ex compagna e ucciderla.

"Appena chiuderanno l'indagine e avremo tutte le carte valuteremo tutte le giuste iniziative", commenta Filippo Brianni, legale assieme a Gianfranco Briguglio e Giorgio Italiano dei familiari di Daniela.