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il lutto

Avvocatura nissena: è morta una delle prime avvocate in Italia ad aprire uno studio professionale tutto suo

Dal maxiprocesso a Palermo al dibattimento per la strage di Capaci. Una carriera in ascesa e fondatrice del Soroptmist

14 Marzo 2026, 11:19

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Avvocatura nissena: è morta una delle prime avvocate in Italia ad aprire uno studio professionale tutto suo

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Una carriera tutta in ascesa, una storia professionale importante. Così nel giorno del suo 72° anno di età è morta Rossella Giannone, l'avvocata di Caltanissetta che era tra gli oltre 200 avvocati difensori coinvolti nell'aula bunker di Palermo nel maxiprocesso - incardinato da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino - contro 475 imputati mafiosi.

Era giovanissima, sei anni di iscrizione all'ordine degli avvocati di Caltanissetta nel 1986 quando per oltre un anno ha preso parte a quelle lunghe udienze durante le quali la giustizia delineava gli apparentamenti criminali di Cosa nostra. Poi le stragi del 1992, i processi a Caltanissetta per l'eccidio di Giovanni Falcone e quello di Paolo Borsellino dopo. L'avvocato Giannone, giovane rampante dell'avvocatura nissena, stava lì a difendere i boss accusati di aver fatto saltare con una montagna di tritolo il 23 maggio 1992 a Capaci il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta.

Una storia professionale di alto spessore, fino alle ultime schermaglie professionali in qualità di parte civile al processo contro l'ex leader degli industriali Antonello Montante.

Durante questa sua carriera anche il primato di essere stata una delle prime donne in Italia ad avere uno studio professionale tutto suo. Non solo in prima linea nel lavoro ma è stata anche tra le fondatrici del Soroptimist di Caltanissetta. La professionista lascia il figlio Michele.