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Una vita da precaria, operaia forestale riceverà l'indennizzo: la sentenza della Cassazione
La decisione della suprema Corte rischia di fare da apripista a una valanga di ricorsi da parte degli stagionali siciliani
C'è una sentenza della Cassazione che rischia di fare da apripista a una valanga di ricorsi da parte dei forestali siciliani: la suprema corte ha, infatti, riconosciuto un indennizzo a una lavoratrice stagionale. In soldoni? I lavoratori forestali siciliani potranno ricevere un risarcimento del danno come corrispettivo della condizione di precariato in cui sono stati relegati, da oltre trent'anni. Ad annunciare il verdetto è stato lo Studio Legale Savoca di Catania.
La decisione rappresenta un passaggio molto significativo poiché arriva in un momento in cui alcuni Tribunali e Corti d'Appello della Sicilia, pur in presenza di un orientamento favorevole ai lavoratori già assunto dalla Suprema Corte con diverse sentenze del 2024, avevano comunque rigettato i ricorsi dei lavoratori con motivazioni che affermavano la presunta natura stagionale della prestazione anche alla luce di un parere espresso in tal senso dalla Commissione europea. “Si tratta di una decisione molto importante – spiega l'avvocato Luigi Savoca – perché la Corte di Cassazione ha riconosciuto la correttezza dell'impostazione giuridica sostenuta nel corso del giudizio, offrendo un chiarimento significativo su una questione che interessa migliaia di lavoratori forestali siciliani nel contenzioso relativo al trattamento giuridico ed economico di una categoria che, da anni, è al centro di numerosi procedimenti giudiziari”.
Lo Studio Savoca sottolinea che le sentenze della Suprema Corte appena pubblicate rappresentano non solo una vittoria processuale, ma anche un passo avanti decisivo nella tutela dei diritti dei lavoratori del comparto forestale, settore strategico per la gestione e la salvaguardia del territorio siciliano.
Gli avvocati dello Studio Savoca continueranno a seguire con attenzione le evoluzioni giurisprudenziali e normative in materia, proseguendo il proprio impegno nella difesa dei diritti dei lavoratori.
In Sicilia gli operai forestali rappresentano da decenni una presenza centrale nella gestione del territorio e nella prevenzione degli incendi boschivi. Tuttavia, la loro condizione lavorativa è spesso al centro del dibattito politico e sociale per via di un sistema occupazionale considerato da molti inefficiente e precario.
Il settore della forestazione siciliana conta circa 20mila lavoratori, impiegati principalmente nella manutenzione dei boschi, nella pulizia del sottobosco, nella prevenzione del dissesto idrogeologico e nelle attività di antincendio. A differenza di altre regioni italiane, dove i servizi forestali sono organizzati con personale stabile e strutturato, in Sicilia gran parte degli operai è assunta con contratti stagionali che prevedono un numero limitato di giornate lavorative all’anno, spesso 78, 101 o 151 giorni.
Questo sistema, nato negli anni Settanta con l’obiettivo di creare occupazione nelle aree interne dell’isola, si è progressivamente trasformato in un modello criticato sia per i costi sostenuti dalla Regione sia per la scarsa continuità lavorativa garantita agli operai. I lavoratori, pur svolgendo attività fondamentali per la tutela del territorio, restano infatti in una condizione di precarietà strutturale, con redditi discontinui e dipendenti dalle chiamate stagionali.
Negli ultimi anni la questione è tornata ciclicamente al centro del confronto politico. Con i sindacati chiedono da tempo una riforma del settore che stabilizzi parte della forza lavoro e che renda più efficiente la gestione forestale, puntando su una presenza più costante durante tutto l’anno.