15 marzo 2026 - Aggiornato alle 20:57
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Donazioni degli organi

Dopo il "cuore bruciato" di Domenico l'appello di chi è tornato a vivere come la siciliana Maria Pia: «Il mio grazie a Nicholas Green»

Il caso mortale del bimbo di Napoli aveva gettato un'ombra sulla generosità di chi sceglie di donare

14 Marzo 2026, 18:44

18:50

Dopo il "cuore bruciato" di Domenico l'appello di chi è tornato a vivere come la siciliana Maria Pia: «Il mio grazie a Nicholas Green»

Maria Pia Pedalà con Reginald Green

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L'incredibile vicenda di Domenico Caliendo, il bimbo napoletano di due anni morto due mesi dopo il trapianto del "cuore bruciato" dal ghiaccio secco, si temeva potesse avere ripercussioni negative sulle donazioni degli organi. E anche se nell'immediato, la rinuncia a quel gesto prezioso per salvare altre vite sembrava avesse preso il sopravvento, i dati finora registrati in realtà dicono altro. Nel primo trimestre 2026 è stato registrato infatti un aumento rispetto allo stesso periodo del 2025. Ma proprio da chi, sulla sua pelle, ha vissuto l'esperienza di un trapianto, arriva l’appello a partire dalla tragedia di Napoli per rilanciare una campagna di sensibilizzazione sul valore del dono. Nonostante i progressi della ricerca su organi coltivati in laboratorio o stampati in 3D, la donazione rimane insostituibile. Reginald Green, il papà di Nicholas, bimbo ucciso 32 anni fa in Italia, i cui organi furono donati a sette persone, afferma: «Purtroppo in Italia e non solo, le opposizioni all’espianto sono ancora tante. Per la Fondazione Nicholas sarà un'occasione per rilanciare con forza una campagna di sensibilizzazione nella popolazione».

Nicholas Green

Tra i riceventi degli organi di Nicholas, colpito per errore nel corso di una sparatoria sulla Salerno-Reggio Calabria, c'è anche la siciliana di San Fratello (provincia di Messina) Maria Pia Pedalà, che vive da oltre trent'anni grazie al fegato donato grazie all'assenso dei genitori di Nicholas Green. Il suo è stato uno dei tanti destini, altrimenti segnati, restituiti alla vita. La signora Pedalà, che all'epoca dei fatti aveva 19 anni ed era stata colpita da un'epatite fulminante che le lasciava soltanto pochi giorni di vita, è diventata madre di due figli, a uno dei quali è stato messo il nome Nicholas, e oggi sta per diventare nonna.

Il suo Nicholas, nato quattro anni dopo quel trapianto, è diventato sottufficiale della Marina Militare Italiana. Maria Pia Pedalà ha avuto modo negli anni di incontrare Reginald Green, il padre di Nicholas, con il quale ha mantenuto un legame. La sua storia è spesso citata come simbolo di speranza e dell'importanza della donazione degli organi