METEO
Jolina si piazza sullo Stretto, cosa aspettarsi in Sicilia: tre giorni di piogge torrenziali, vento e freddo
Un vortice mediterraneo pronto a cambiare il volto della settimana: cosa dicono le previsioni
Secondo le previsioni meteorologiche, la Sicilia sta per affrontare una delle giornate più violente degli ultimi mesi a livello di condizioni atmosferiche. Il ciclone Jolina, battezzato dall'Istituto Meteorologico dell'Università di Berlino, arriva direttamente dall'Oceano Atlantico portando con sé masse d'aria artica polare marittima e si sta abbattendo sull'Isola con una furia che non si vedeva dal ciclone Harry, che a gennaio aveva seminato distruzione lungo le coste meridionali.
La domenica di oggi ha già mostrato le prime avvisaglie: un violentissimo temporale si è formato a metà mattinata sulla jonica, a nord di Siracusa, scaricando in poco tempo 54 mm di pioggia a Villasmundo e 30 mm a Carlentini, risalendo poi su Catania dove ha colpito duramente il centro cittadino. Ma gli esperti avvertono: il peggio deve ancora arrivare. Per questo hanno la Protezione civile ha già emanato l'allerta meteo arancione per la Sicilia jonica e la Calabria.
Lunedì nero
Il cuore del ciclone si posizionerà direttamente tra Sicilia e Calabria per poi scivolare verso il Mar Libico investendo anche Malta, lasciando però sull’Isola una scia di piogge torrenziali, venti tesi e un incisivo calo termico da metà settimana. Sulla fascia ionica – da Messina a Capo Passero – i modelli indicano che gli accumuli potrebbero superare localmente i 200 millimetri tra domenica, lunedì e martedì: tre giorni cruciali, ai quali seguirà l’ingresso di correnti più fredde in grado di riattivare l’instabilità e, sui rilievi, di abbassare la quota neve.
Il maltempo è destinato a subire una brusca intensificazione nelle prime ore di lunedì, quando il nucleo più freddo e instabile del ciclone Jolina si posizionerà proprio sopra lo Stretto di Messina. Questo posizionamento attiverà temporali autorigeneranti capaci di scaricare al suolo enormi quantità d'acqua in pochissimo tempo, saturando i terreni già provati dalle piogge delle ultime ore.
Lunedì 16 marzo il ciclone scatenerà venti estremi come quelli del ciclone Harry di due mesi fa, con raffiche oltre i 120 km/h un po' in tutta l'isola, con violente mareggiate per il levante sullo Jonio e il grecale sul Tirreno. In alcuni casi le raffiche potranno raggiungere i 140 km/h con onde di altezza eccezionale.
La traiettoria
Secondo le elaborazioni più recenti, il minimo barico di “Jolina” tenderà a “incunearsi” sullo Stretto di Messina fra la prossima notte e le prime ore di domani mattina, sfruttando il canale naturale creato dai rilievi calabro-siculi. Questa collocazione favorisce: la risalita di umidità dal basso Ionio, la convergenza dei venti tra i versanti, la persistenza delle piogge lungo la fascia orientale.
Successivamente, tra lunedì e martedì, il perno depressionario si sposterà gradualmente verso sud-est, in direzione del Mar Libico, ma continuerà a convogliare nubi e rovesci verso la Sicilia, specie sui settori esposti allo scirocco e ai venti orientali. È il classico “vortice mediterraneo” a lento movimento, capace di generare precipitazioni insistenti e localmente abbondanti.
Per cui saranno possibili nubifragi a tratti, in particolare tra Messina, Catania e Siracusa, con picchi pluviometrici cumulati importanti – anche oltre 200 mm in 48-72 ore sulle aree più esposte e orograficamente favorite.
Da martedì graduale traslazione del minimo verso il Mar Libico, ma persistenza dell’instabilità su Sicilia sud-orientale e ionica. E da mercoledì è atteso un impulso di aria fredda che potrebbe riaccendere la convezione al Sud e riportare un contesto più invernale, con ulteriore calo termico e ipotesi di nuovi minimi secondari in formazione sul basso Tirreno o sullo Ionio. Prudenza: la localizzazione dei nuclei più intensi resta a elevata incertezza, tipica dei vortici mediterranei.
Jolina in un inverno “estremo”
Il passaggio di “Jolina” arriva dopo settimane di vivace dinamica atmosferica sul Mediterraneo centrale. A fine gennaio il ciclone “Harry” ha già messo in luce la fragilità idrogeologica di Sicilia e Calabria, con raffiche superiori a 150 km/h rilevate nell’area dello Stretto e mareggiate diffuse sui litorali esposti. Quell’episodio – ben diverso per potenza e collocazione – ha lasciato danni e segnato l’ecosistema costiero, contribuendo ad alzare l’attenzione su ogni nuovo peggioramento che interessi lo stesso quadrante.
A ciò si somma l’instabilità geomorfologica in varie aree interne: basta ricordare la frana di Niscemi, che ha evidenziato l’alta vulnerabilità del territorio a seguito di precipitazioni intense e prolungate. In un quadro simile, tre giorni di piogge insistenti lungo la fascia ionica meritano la massima attenzione, anche per gli effetti “ritardati” su pendii e aree urbanizzate.
Cosa cambia tra Ionio e Tirreno
Il ramo più attivo di “Jolina” riguarda i settori esposti ai venti sciroccali e di levante: sull’Ionio l’umidità in risalita e la convergenza al suolo lungo la linea costiera favoriscono rovesci persistenti e a tratti temporaleschi. Sul Tirreno i fenomeni risultano più intermittenti, con rovesci in transito e schiarite maggiori, salvo intensificazioni al passaggio di linee di instabilità secondarie, specie tra Palermitano e Messinese tirrenico. Le zone più esposte agli accumuli restano dunque il Messinese ionico, il Catanese e il Siracusano, con possibile coinvolgimento del Ragusano orientale. I rilievi di Peloritani, Etna e Iblei possono innescare ulteriori effetti orografici amplificando i quantitativi.
Venti e mari: raffiche, onde e criticità costiere
“Jolina” porterà venti sostenuti, a tratti forti, con direzioni variabili in prossimità del minimo barico e probabili raffiche fino a circa 80 km/h tra Stretto di Messina e tratti della costa ionica. I mari risulteranno molto mossi o agitati sullo Ionio e nel Canale di Sicilia, con possibili mareggiate sui litorali più esposti, erosione locale e difficoltà per i collegamenti minori. Per la navigazione, gli aggiornamenti ai bollettini Meteomar e ai servizi di previsione marittima restano imprescindibili nelle prossime 48-72 ore.
Piogge record sull'Etna
I numeri previsti dai modelli meteorologici sono da record. Sull'Etna sono previsti oltre 400 millimetri di pioggia nelle 24 ore alle quote inferiori ai 1.500 metri, mentre al di sopra di quella quota si accumuleranno più di tre metri di neve fresca. Si tratta di quantitativi che rientrano tra i più elevati mai registrati in queste aree nel mese di marzo.
Il rischio di alluvioni lampo è estremamente elevato in tutta la Sicilia orientale, dove i corsi d'acqua sono monitorati con estrema attenzione dai tecnici regionali. L'area a più alto rischio è quella jonica, con Catania e la sua provincia in prima linea. La Protezione Civile ha emesso allerta arancione su Calabria e Sicilia per l'intera giornata di lunedì 16 marzo.
Nevicate
L’aria più fredda attesa tra mercoledì 18 e giovedì 19 marzo potrà abbassare la quota neve sui principali rilievi, favorire rovesci più convettivi (con grandine di piccola taglia a quote collinari in caso di intensi contrasti termici), riattivare il vortice in forma secondaria o spettinare il flusso con “linee” temporalesche.
Al momento, la previsione di neve significativa appare confinata alle cime etnee e alle vette più alte dei Nebrodi e dei Madonie, con quota in possibile diminuzione nella seconda parte della settimana. Indicazioni più puntuali arriveranno con i bollettini di metà settimana.
Scuole chiuse fino alla Festa del Papà?
Numerosi Comuni hanno già emanato ordinanze per la chiusura della scuole domani lunedì. MA esiste la concreta possibilità che in alcuni comuni le scuole potrebbero rimanere chiuse ininterrottamente fino alla Festa del Papà di giovedì 19 marzo, trasformando questa settimana in un periodo di isolamento forzato per molte comunità.
Una settimana di maltempo senza tregua
Il ciclone Jolina non si esaurirà infatti nel giro di 24 ore. Nella notte tra lunedì 16 e martedì 17 marzo, il vortice si approfondirà ulteriormente nel Canale di Sicilia, tra Lampedusa e Linosa. Martedì 17 la tempesta continuerà a imperversare sull'estremo Sud con piogge torrenziali e temporali, specialmente in Sicilia.
Lo scenario non si chiude qui: il sistema perturbato si rinforzerà ulteriormente tra mercoledì 18 e giovedì 19 marzo, nel giorno della Festa del Papà, quando l'aria fredda proveniente dalla Russia alimenterà ulteriore maltempo al Centro-Sud con abbondanti nevicate fino a bassa quota su tutto l'Appennino meridionale, dalle Marche alla Sicilia.
Il confronto con Harry: un incubo che si ripete
Negli ultimi 15 giorni non c'erano state altre tempeste come quelle che tra gennaio e febbraio avevano flagellato il Sud Italia provocando tanti fenomeni meteo estremi. Adesso torna l'allarme per Jolina. Gli esperti non esitano a tracciare un paragone diretto con il potente ciclone Harry, che esattamente due mesi fa aveva seminato distruzione e disagi in gran parte del Mezzogiorno.
Il ricordo di Harry – con onde record nel Mediterraneo e vento da “uragano” su alcuni tratti – è ancora vicino e ha incrementato la percezione del rischio. Pur non essendo sovrapponibile per intensità e dinamica, l’attuale fase con “Jolina” cade in un contesto di vulnerabilità accresciuta: suoli saturi a valle di episodi piovosi ripetuti, coste erose e una rete viaria spesso sottodimensionata rispetto a bombe d’acqua concentrate. Questa combinazione richiede attenzione, non allarmismo: seguire le fonti ufficiali, limitare le esposizioni inutili al rischio e programmare gli spostamenti sono scelte che fanno la differenza.
Le autorità raccomandano la massima prudenza nelle zone costiere, nelle aree a rischio idrogeologico e lungo i corsi d'acqua. Si consiglia di evitare spostamenti non indispensabili nella giornata di lunedì e di seguire gli aggiornamenti in tempo reale della Protezione Civile.



