centro storico
Aggressione e molestie a una giovane: arrestato 30enne dopo un inseguimento in centro
Studentessa palpeggiata e scaraventata a terra, salvata dalle Volanti
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In mano una bottiglia di vetro rotta, senza un motivo, bussa alla porta di casa e minaccia i componenti della famiglia proprietaria dell'abitazione in cui abita in affitto e, allontanato senza non poche difficoltà, percorrendo la strada incrocia una passante e all’improvviso si scaglia contro di lei, la immobilizza e le palpeggia il seno le parti intime.
Prima l’intervento di un ragazzo, poi quello “fulmineo”, e mai come in questa occasione davvero provvidenziale, dei poliziotti della sezione Volanti della Questura evitano che potesse compiere qualcosa di più grave.
L'esagitato è stato bloccato dopo avere accennato alla fuga sotto gli occhi di decine di residenti. Si tratta di un trentenne, di nazionalità nigeriana, affetto da disturbi psichici. È stato portato in ospedale, affidato ai sanitari e sottoposto al Trattamento sanitario obbligatorio.
Al pronto soccorso del “San Giovanni di Dio” è finita anche la giovane vittima, una studentessa agrigentina diciottenne. I medici le hanno diagnosticato alcuni lievi traumi giudicati guaribili con una prognosi di pochi giorni.
Sconvolti gli abitanti delle vie Serroy e Salita Gubernatis, nel centro storico della città su quanto accaduto nel pomeriggio di sabato.
«Gli agenti sono arrivati subito e l’immigrato appena li ha visti è scappato. Grazie alla polizia, senza alcun dubbio, è stato evitato il peggio», racconta uno degli abitanti della zona.
Dalla ricostruzione dei fatti, l’immigrato, completamente fuori di sé, per circa mezz’ora ha seminato il panico molestando i residenti e persino il proprietario della casa dove risiede da un po’ di tempo.
L’individuo poi si è scagliato contro la ragazza, buttandola a terra. Nelle fasi concitate un passante è intervenuto in difesa della giovane, quindi, l’aggressore alla vista dei poliziotti si è dato alla fuga, rifugiandosi all’interno del portone di una palazzina. Non è stato per nulla facile riportarlo alla ragione. Per alcuni minuti ha infatti continuato nella sua condotta aggressiva e si sarebbe reso necessario l’uso del taser per immobilizzarlo.