Blitz dell'Ispettorato del Lavoro: pioggia di sospensioni e maxi-multe per lavoro nero e mancanza di sicurezza
Dall’edilizia ai panifici, passando per le industrie del capoluogo: il bilancio dell’operazione
Non è stato un semplice giro di vite, ma un vero e proprio setacciamento del tessuto produttivo della provincia. Tra il 23 febbraio e il 13 marzo, il personale del Contingente Sicilia dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro ha sferrato un colpo durissimo all'illegalità diffusa nei settori chiave dell'economia locale: edilizia, industria, commercio e ristorazione. Il bilancio finale parla di cantieri sequestrati, attività sospese e sanzioni per decine di migliaia di euro.
Cantieri della paura: ponteggi instabili e operai "fantasma"
Il settore edile si conferma il buco nero della sicurezza. A Canicattì, l'intervento congiunto di INL e INAIL ha portato alla luce una situazione critica: su due operai presenti, uno era totalmente in nero. Il cantiere è stato immediatamente sospeso con una sanzione di 2.500 euro, a cui si sono aggiunti 2.800 euro di ammende per irregolarità gravi sul ponteggio (privo di progetto) e omessa sorveglianza sanitaria. Il conto finale per il titolare è stato salatissimo, con una maxi-sanzione da 5.850 euro per il lavoratore irregolare.
Non è andata meglio in altri centri. A Naro, sanzione di 2.200 euro per assenza totale di segnaletica di sicurezza; a Favara, riscontrate gravi non conformità alle prescrizioni di legge in materia di salute; a Ravanusa, ispettori tecnici hanno multato un cantiere per ponteggi non a norma, un rischio costante per la vita dei lavoratori.
Falegnamerie e panifici: il "nero" tra segatura e farina
L'ombra del lavoro sommerso si estende anche all'industria. Nel cuore di Agrigento, una falegnameria industriale è stata colpita da un provvedimento di sospensione: tra gli 11 dipendenti, uno è risultato privo di regolare contratto. Le violazioni riscontrate dai tecnici descrivono un ambiente di lavoro precario: nessuna formazione sui rischi, nessuna sorveglianza sanitaria e luoghi non conformi. Il titolare dovrà sborsare oltre 12.000 euro tra ammende e maxi-sanzioni.
A Porto Empedocle, il controllo in un panificio ha portato a galla un'altra posizione irregolare su 5 lavoratori totali. Anche qui, attività sospesa e una pioggia di multe per oltre 7.500 euro a causa di gravi carenze nella formazione sulla sicurezza e nell'aggiornamento del responsabile RSPP.
L’occhio indiscreto: videosorveglianza selvaggia
L'attività di vigilanza ha toccato anche il tema della privacy e del controllo a distanza. A Sambuca di Sicilia e in un negozio del capoluogo, gli ispettori hanno scoperto sistemi di videosorveglianza installati abusivamente, senza le necessarie autorizzazioni. In entrambi i casi è stata ordinata la immediata rimozione degli impianti, con relative sanzioni pecuniarie.
Il bilancio a Ribera
L'ultimo tassello del puzzle dell'illegalità è stato rintracciato a Ribera. In una gastronomia locale, uno dei tre lavoratori presenti era "invisibile" per lo Stato. Risultato: serrande abbassate temporaneamente, 2.500 euro di sospensione e ulteriori 3.200 euro di ammende per mancata formazione e sorveglianza sanitaria.
L'operazione del Contingente INL Sicilia invia un segnale inequivocabile: la ripresa economica della provincia non può passare attraverso lo sfruttamento e il rischio della vita umana. I controlli, assicurano dall'Ispettorato, proseguiranno senza sosta.