16 marzo 2026 - Aggiornato alle 15:33
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DISORDINI

Sei agenti in ospedale, uno accoltellato al volto: aggressione shock nel carcere di Catania

Uun detenuto psichiatrico semina il panico: il Sappe chiede lo stato di emergenza

16 Marzo 2026, 15:08

15:24

Sei agenti in ospedale, uno accoltellato al volto: aggressione shock nel carcere di Catania

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Sei agenti della polizia penitenziaria in ospedale. Uno con una ferita da taglio al volto, due con fratture, tre con serie contusioni. È il bilancio dell'ultima aggressione registrata nel carcere di Catania Piazza Lanza, dove un detenuto romeno con disturbi psichiatrici ha scatenato la violenza armandosi di suppellettili di legno e, secondo la ricostruzione, anche di un'arma da taglio.

A rendere il caso ancora più esplosivo è il profilo dell'aggressore. Il Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe) segnala che l'uomo «potrebbe essere uno dei detenuti coinvolti nei recenti disordini che nei giorni scorsi hanno portato alla distruzione del reparto Nicito». Se confermato, qualcuno dovrà rispondere di una domanda scomoda: perché non era stato trasferito?

«La misura è colma», taglia corto Francesco Pennisi, dirigente nazionale del Sappe per la Sicilia. «La polizia penitenziaria chiede lo stato di emergenza. Mentre la politica continua a fare chiacchiere, noi finiamo quotidianamente in ospedale. Cosa stiamo aspettando, l'obitorio

Non è retorica urlata. È la fotografia di un sistema che scarica il peso delle proprie contraddizioni sulle spalle di chi indossa la divisa. Lo dice anche il segretario generale del Sappe, Donato Capece: i detenuti con patologie psichiatriche non appartengono alle sezioni detentive ordinarie, ma a strutture sanitarie specializzate. Tenerli in carcere senza un percorso clinico adeguato non è una soluzione. È una polveriera.