16 marzo 2026 - Aggiornato alle 20:46
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La storia di Emanuele Lettieri

Diciannove anni e già docente: «Ma al mio arrivo mi hanno scambiato per studente...»

Da Noto a Cecina con l'incarico di insegnante tecnico-pratico di Grafica e Comunicazione all’Istituto “Marco Polo”

16 Marzo 2026, 18:36

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Diciannove anni e già docente: «Ma al mio arrivo mi hanno scambiato per studente...»

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A diciannove anni ha varcato la soglia di una scuola superiore da docente, non da studente: è la storia di Emanuele Lettieri, originario di Noto, che ha iniziato il suo primo incarico come insegnante tecnico-pratico di Grafica e Comunicazione all’Istituto “Marco Polo” di Cecina (Livorno). Una vicenda che intreccia determinazione, sacrificio e il desiderio di lasciare un segno nel mondo della scuola.

La chiamata è arrivata all’improvviso dopo l’invio di una domanda di messa a disposizione: convocazione il martedì pomeriggio e presa di servizio il giorno seguente. Per non mancare l’appuntamento Emanuele ha attraversato la Penisola in una notte, alternando aereo e treno, e si è presentato puntuale all’istituto l’11 marzo. La giovane età, però, gli ha giocato un piccolo scherzo: all’ingresso è stato scambiato per uno studente e ha dovuto spiegare alla collaboratrice scolastica il suo ruolo.

In classe Emanuele ha saputo ritagliarsi subito uno spazio: nonostante l’anagrafe lo collochi più vicino ai ragazzi che ai colleghi, racconta di aver stabilito regole chiare e di aver guadagnato rispetto senza forzature. Il suo approccio didattico privilegia la pratica: lezioni brevi, seguite da esercitazioni concrete per mantenere alta l’attenzione e favorire l’apprendimento operativo, soprattutto in una disciplina come la grafica che richiede mano e applicazione.

Lasciare la Sicilia per la Toscana non è stato semplice. «La nostalgia si sente — ammette — ma sono abituato a muovermi e a cavarmela». Al momento vive alla giornata, in attesa di trovare una sistemazione stabile a Cecina; lo sostiene la presenza di una sorella non lontana, ma il giovane sottolinea l’indipendenza conquistata con fatica: per permettersi il percorso di abilitazione ha lavorato circa un anno come cameriere, mettendo da parte i circa cinquemila euro spesi tra corso e alloggi a Catania. «Ho voluto pagarmi tutto da solo», dice con orgoglio.

Fondamentale per la sua crescita professionale è stato il tirocinio svolto in una scuola di Siracusa, esperienza che lo ha confrontato con ragazzi provenienti anche da contesti difficili. «Quel periodo mi ha formato — racconta —: ho imparato a gestire classi complesse e a trovare la giusta dose di fermezza e empatia». A Cecina, aggiunge, ha trovato invece un’atmosfera più serena che gli permette di concentrarsi sull’insegnamento.

Emanuele non nasconde ambizioni di carriera: intende proseguire gli studi all’Accademia di grafica per diventare docente di teoria, e ha già sostenuto il concorso per il ruolo, che però non ha superato. «Ritenterò», afferma convinto. Il sogno a lungo termine è ancora più ambizioso: aspirare alla dirigenza scolastica. Non per il prestigio o per motivi economici, spiega, ma per poter contribuire a costruire una scuola più responsabile e rispettosa del lavoro di tutti.

La passione per l’insegnamento gli è stata trasmessa in famiglia e dagli insegnanti che lo hanno segnato: sua madre, anch’essa docente, e un professore che gli ha fatto amare la materia sono i riferimenti principali. «Cerco di riproporre in classe i metodi che a me hanno fatto bene», confida.

La storia di Emanuele è quella di un giovane che, con sacrificio e intraprendenza, ha trasformato un’opportunità improvvisa in un primo passo concreto verso una professione che vuole costruirsi giorno per giorno. Per lui la scuola non è solo un luogo di lavoro, ma il luogo in cui spera, un giorno, di poter incidere in modo significativo come dirigente: «Voglio fare la differenza — conclude — perché credo nel ruolo della scuola come centro di responsabilità e crescita per la comunità».